Arabia Saudita: uomo ha rischiato la vita dopo aver confessato la propria omosessualità Cultura Gay

Arabia Saudita: uomo ha rischiato la vita dopo aver confessato la propria omosessualità

Arabia Saudita: uomo ha rischiato la vita dopo aver confessato la propria omosessualità Cultura Gay Un uomo inglese ha temuto per la propria vita dopo esser stato arrestato in Arabia Saudita per aver confessato la propria omosessualità. Stephen Comiskey ha dichiarato di esser stato barbaramente picchiato e minacciato di decapitazione. L’uomo lavorava per il King Fahad National Guard Hospital a Riyadh.

L’Arabia Saudita è un regno musulmano che obbedisce alla legge Sharia. Secondo quanto riportato dal Sun, l’uomo è stato obbligato a firmare una confessione e successivamente ha passato sei mesi in attesa del suo destino. Fortunatamente, la vicenda ha avuto una conclusione positiva e Stephen è potuto tornare in patria, grazie al lavoro diplomatico.

Nicola Legrottaglie a Domenica Cinque: "Se avessi un figlio gay, non lo emarginerei" Cultura Gay Televisione Gay

Nicola Legrottaglie a Domenica Cinque: “Se avessi un figlio gay, non lo emarginerei”

Nicola Legrottaglie a Domenica Cinque: "Se avessi un figlio gay, non lo emarginerei" Cultura Gay Televisione Gay

Ospite di Domenica Cinque, il calciatore Nicola Legrottaglie si è dilungato su argomenti spinosi che toccano la sfera omosessuale. Da credente convinto, il giocatore della Juventus non si sente di condannare pienamente l’unione tra due persone dello stesso sesso:

Io credo nell’ordine di creazione dato da Dio e lui dice che uomo e donna sono nati per essere una sola cosa e crescere dei figli. Se due uomini vogliono stare insieme io li rispetto, ma assolutamente non condivido perché continuo ad essere legato a ciò che dice la Bibbia. Nell’amore c’è anche la giustizia. Dio ama ogni creatura, anche i gay, ma non ama il peccato. Dio ti ama comunque anche se stai sbagliando; io non accetto l’unione tra gay perché credo nell’unica unione che è donna che uomo. Se avessi un figlio gay, ovviamente lo amerei, ascolterei lo capirei perché i figli non vanno emarginati.

Corea Del Sud: la Corte Costituzionale vieta il sesso gay nelle Forze Armate Cultura Gay

Corea Del Sud: la Corte Costituzionale vieta il sesso gay nelle Forze Armate

Corea Del Sud: la Corte Costituzionale vieta il sesso gay nelle Forze Armate Cultura Gay

La Corte Costituzionale della Corea del Sud ha confermato il divieto di sesso gay nelle Forze Armate (al fine di mantenere la disciplina tra i ranghi) con tanto di comunicato stampa diffuso agli organi di stampa:

Il codice del diritto non può essere considerato come atto giuridico discriminatorio contro i gay in quanto tale comportamento, se lasciato incontrollato, potrebbe comportare episodi deprovevoli in seguito a continue molestie da parte dei superiori in caserma.

Jim Garlow ringrazia gli afroamericani per aver salvato l'America dai matrimoni gay Cultura Gay Video

Jim Garlow ringrazia gli afroamericani per aver salvato l’America dai matrimoni gay

Jim Garlow ringrazia gli afroamericani per aver salvato l'America dai matrimoni gay Cultura Gay Video Il reverendo Jim Garlow, a capo della Skyline Wesleyan Church, a La Mesa, in California, ha fatto una dichiarazione sconvolgente; egli ha, infatti, dichiarato di ringraziare gli afroamericani per aver liberato gli Stati Uniti dalla schiavitù dei matrimoni gay. Garlow ha esplicitato la sua idea al Dott. James Dobson, fondatore del gruppo cristiano conservatore Focus on the family. Solo l’anno scorso, egli ha lanciato il programma radiofonico Family Talk with Dr. James Dobson, trasmesso in numerosi canali americani.

Il prelato ha affermato:

E’ interessante notare come gli afroamericani che hanno conosciuto cosa significa la deportazione e la schiavitù ci abbiano preservato da una schiavitù ancora peggiore: quella del matrimonio tra membri dello stesso sesso.

I gay seconda minoranza più citata dai mass media Cultura Gay Televisione Gay

I gay seconda minoranza più citata dai mass media

I gay seconda minoranza più citata dai mass media Cultura Gay Televisione Gay Il Centro d’ascolto dell’informazione televisiva ha condotto uno studio, collaborando col dipartimento di comunicazione e ricerca sociale dell’Università La Sapienza, per comprendere qual’è la frequenza con la quale le minoranze vengono citate dai mezzi di comunicazione. L’indagine è titolata Minorities Stereotypes on Media.

Lo studio ha preso in considerazione i principali telegiornali e le principali trasmissioni di approfondimento dei maggiori editori radiotelevisivi. I dati, presentati ieri a Roma, hanno mostrato il seguente quadro: la minoranza pià presa in considerazione, col 40,4%, è stata quella degli immigrati, la seconda quella degli omosessuali, con una percentuale del 30,6%, al terzo posto le minoranze religiose (12, 3%) e al quarto posto quelle nomadi con l’8,9%. All’ultimo posto figura la minoranza rappresentata dagli ex-detenuti (1,2%).

Torino GLBT Film Festival: Mara Carfagna pronta a dare il patrocinio? Cultura Gay Manifestazioni Gay

Torino GLBT Film Festival: Mara Carfagna pronta a dare il patrocinio?

Torino GLBT Film Festival: Mara Carfagna pronta a dare il patrocinio? Cultura Gay Manifestazioni Gay Non è un pesce d’aprile. Dopo il rifiuto di del governatore piemontese Roberto Cota e dell’assessore alla Cultura Michele Coppola di concedere il patrocinio al Festival del cinema gay, in programma a Torino dal 28 aprile, il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna starebbe valutando l’ipotesi di promuovere la manifestazione nonostante la forte opposizione di Agostino Ghiglia, vicecoordinatore regionale del Pdl (Fonte La Stampa):

Si tratta di una vittoria per la destra piemontese, da sempre in prima linea contro rassegne cinematografiche di dubbio gusto e di nicchia. Il patrocinio va concesso solo a manifestazioni meritorie e non di parte. Il tempo delle vacche grasse e del finto politically correct targato sinistra è finito.

Finlandia: spot omofobo porta i fedeli a sbattezzarsi (video) Cultura Gay Video

Finlandia: spot omofobo porta i fedeli a sbattezzarsi (video)

Finlandia: spot omofobo porta i fedeli a sbattezzarsi (video) Cultura Gay Video L’avvenimento che ha coinvolto sei organizzazioni luterane finlandesi è davvero raccapricciante. Esse hanno infatti divulgato lo spot evidentemente omofobo Resisti che raffigura una giovane donna, Anni, che parla della propria bisessualità come una malattia e che afferma di essere “guarita” una volta a conoscenza degli insegnamenti del Vangelo. Si può aggiungere che non ne possiamo più di certe frasi omofobe da parte di enti religosi. In ogni caso, ci hanno pensato i fedeli a mostrare il loro disappunto nei confronti dell’iniziativa.

Cinquecento fedeli si sono ritirati subito dalla Chiesa finlandese e altre migliaia li hanno imitati i giorni successivi, secondo la cronaca del giornale Le Monde. La cosa più sconvolgente è che le associazioni sono finanziate dalla Chiesa Finlandese. Lasse Nikkarikoski, il direttore di una delle sei associazioni che hanno promosso la campagna, addirittura, non ha voluto porgere le proprie scuse alla comunità dei fedeli, sostenendo che lo spot faccia capire che non si deve cedere alle sirene della società e che si debba seguire le Sacre Scritture.

Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata: battuta omofoba indigna sindacati polizia Cultura Gay

Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata: battuta omofoba indigna sindacati polizia

Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata: battuta omofoba indigna sindacati polizia Cultura Gay I sindacati di polizia stanno facendo sentire la propria voce riguardo una battuta omofoba presente nel film Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata dei fratelli Vanzina. Il protagonista della pellicola Francesco Montanari, che interpreta il commissario Malerba si rivolge senza peli sulla lingua a Vanessa Hessler chiedendo alla donna come mai si ostinasse a sposare un uomo visibilmente omosessuale (‘Come fai a sposarti con lui se quello è ricchione?’). SAP (Sindacato Autonomo Polizia) ha commentato l’accaduto:

Siamo allibiti. Come si può mettere in bocca a un personaggio dai contorni positivi una simile caduta di bassa omofobia. I Vanzina stanno danneggiando l’immagine dei poliziotti e stanno instillando nell’opinione pubblica l’idea che un servitore dello Stato, che per di più nel film ristabilisce la legalità, si abbandoni a una simile considerazione. Chiediamo ai Vanzina di intervenire subito e di tagliare quella battuta. Non solo, col poliziotto omofobo i Vanzina descrivono una figura di commissario non attuale, e non tengono neppure conto dell’impegno del prefetto Antonio Manganelli contro l’omofobia e i crimini che colpiscono gay e lesbiche.

Anton Hysen: "Se un calciatore ha paura di fare coming out, mi chiami" Cultura Gay

Anton Hysen: “Se un calciatore ha paura di fare coming out, mi chiami”

Anton Hysen: "Se un calciatore ha paura di fare coming out, mi chiami" Cultura Gay Dopo l’outing dello scorso mese, Anton Hysen, ha confessato di non sentirsi sotto pressione per essere diventato un modello per molti colleghi gay, ma ha tutta l’intenzione di aiutarli ad essere onesti circa la propria sessualità (Fonte The Guardian):

Non c’è niente di cui aver paura… sei gay, non è una grande cosa. La gente pensa che io mi senta una celebrità ma finché posso offrire un aiuto per parlare apertamente, farò tutto quello che posso. Se c’è qualcuno ha paura di uscire fuori, mi faccia pure una chiamata.

Si dice omofobo o omofobico? L'Accademia della Crusca ha la risposta giusta Cultura Gay

Si dice omofobo o omofobico? L’Accademia della Crusca ha la risposta giusta

Si dice omofobo o omofobico? L'Accademia della Crusca ha la risposta giusta Cultura Gay Omo deriva dal greco –homo (uguale). Anche fobol/-fobia ha un’origine greca e viene da -phobos (paura). Entrambi i termini sono accostati sia in omofobo sia in omofobico. Tuttavia, il già citato –omo non è una mera derivazione del significato originario, ma ha assunto l’accezione di abbreviazione di omosessuale. La riduzione mantiene, quindi, nel composto la piena significazione originale, facendo assumere ad entrambi i termini un unico senso: colui che ha paura degli omosessuali.

Omofobo ed omofobico assomigliano alle forme di altre lingue europee:

  • Inglese: ha homophobia, homophobic e omophobe
  • Francese: Omophobe e Omophobie
  • Spagnolo: homofobia e homofòbico
Maryland: decreto anti-discriminazione di genere vicino all'approvazione definitiva Cultura Gay

Maryland: decreto anti-discriminazione di genere vicino all’approvazione definitiva

Maryland: decreto anti-discriminazione di genere vicino all'approvazione definitiva Cultura Gay Il decreto anti-discriminazione di genere ha ricevuto una seconda rilettura da parte della camera bassa dell’assemblea legislativa del Maryland, lo scorso venerdì, e verrà sottoposto alla terza revisione finale il prossimo sabato. Il Metro Weekly ha riportato che il disegno di legge andrà ad ampliare la già vigente legislazione riguardo la discriminazione sul posto di lavoro, ampliandola alla discriminazione sessuale, e sarà votato dall’assemblea legislativa sabato prossimo. Per far sì che il decreto passi in Senato, la votazione dovrà avvenire prima della scadenza fissata per lunedì.

Venerdì scorso, il decreto, introdotto da Joseline Pena-Melnyk e Ariana Kelly, è passato con 15 voti a 8. La votazione ha un esito storico e permette per la prima volta ai transgender di godere di misure cautelative per quanto riguarda i propri diritti.

Hudson Taylor: "I club sportivi stanno diventando meno omofobi" Cultura Gay

Hudson Taylor: “I club sportivi stanno diventando meno omofobi”

Hudson Taylor: "I club sportivi stanno diventando meno omofobi" Cultura Gay Il wrestler della Columbia Universiy, Hudson Taylor, ha dichiarato che, a suo parere, negli ultimi tempi lo sport è sembrato molto più disponibile nell’accogliere atleti gay. Taylor è apparso martedì scorso su MSNBC e ha commentato al conduttore Thomas Robert la sua perorazione per la causa omosessuale (lo sportivo ha, infatti, fondato un sito anti-omofobia: AthleteAlly.com). Hudson, apertamente eterosessuale, ha deciso di intraprendere la battaglia in favore dei diritti gay dopo anni di compiacenza:

Sono stato in silenzio per anni ad ascoltare i commenti omofobi negli spogliatoi. Ho capito quanto quel tipo di linguaggio sia deleterio solo una volta giunto al college, nel momento in cui dei miei amici si sono dichiarati. In quanto capitano della mia squadra di Wrestling, ho il dovere di fare qualcosa.

Olivier Bierhoff: "Non ci sono calciatori gay nella Nazionale tedesca" Cultura Gay

Olivier Bierhoff: “Non ci sono calciatori gay nella Nazionale tedesca”

Olivier Bierhoff: "Non ci sono calciatori gay nella Nazionale tedesca" Cultura Gay Ci risiamo. Intervistato dal sito lgbt Queer.de in merito ad un episodio di Tatort (serie polizesca tedesca che ha affrontato anche il tema dell’omosessualità nel mondo del calcio), l’allenatore della nazionale teutonica, Olivier Bierhoff (che ha militato diversi anni in squadre italiane come il Milan e l’Udinese), ha escluso categoricamente la presenza di calciatori omosex e che le voci messe in giro da alcuni giornalisti senza alcuna logica metterebbero solo a rischio il buon nome dei giocatori:

Trovo molto brutto e mi irrita parecchio, che il buon nome della nazionale venga abusato ed in infangato, per sviluppare un tema o per scherzarci su. Questa frase di Tatort non contiene alcuna verità, ma la vivo come un attacco alla mia famiglia, la squadra tedesca. E questo mi fa arrabbiare.