Sanremo, Facchinetti ed i diritti gay

di Valentina Cervelli Commenta

Sanremo, Facchinetti ed i diritti gay: sarebbe il perfetto titolo per la prima puntata del Festival della musica italiana che ha tentato di distinguersi a livello sociale, grazie anche al particolare momento politico che vede i diritti civili nel pieno del dibattito. Con le solite polemiche e interpretazioni libere.

 

Francesco Facchinetti verrà ricordato per un tweet poco felice sulla forzatura dei diritti: sostiene si sia trattato di un hackeraggio e da uno come lui protagonista di spot LGBT ci è sembrata effettivamente strana una simile uscita. Chissà se la situazione verrà chiarita. Elton John, dal quale ci si aspettava forse un intervento più incisivo ha incantato con la sua voce e sul racconto di quanto sia bello essere padre. Ed alcuni cantanti in gara, accompagnati da super ospiti come Laura Pausini, hanno mostrato il loro appoggio alla causa e invitato al riconoscimento di diritti ormai imprescindibili.

Insomma, dal palco dell’Ariston è scaturita buona musica, ma anche uno sguardo alla situazione sociale dell’Italia che con il DDL della Cirinnà vuole tentare di smettere di essere illegale e ultima della classe per ciò che concerne le unioni gay e la stepchild adotion.  Lo ripetiamo: diritti basilari dell’uomo che nel nostro paese continuano ad essere ignorati e vittima della pochezza di gran parte della popolazione che, come il Family Day ha insegnato, parla per pressapochismo e pochezza.

Sarebbe stato più gradito un sostegno maggiore. Ma è pur vero che nella nostra penisola. Un “qualcosa” sembra sempre essere meglio di quel niente con il quale si rischia sempre di finire.

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