Gay e diritti: cosa ha portato il 2015?

di Valentina Cervelli Commenta

Cosa ha portato in quanto a diritti gay il 2015? Una grande vittoria negli Stati Uniti. Ma poco  alla fine nel resto del mondo. In Italia ad esempio, nulla è ancora cambiato. Sembra come se qualcosa freni la politica e la società nella crescita.

Negli Stati Uniti, il 26 giugno 2015 ha rappresentato un vero e forte cambiamento: il matrimonio gay è stato equiparato a quello tradizionale, abbattendo definitivamente tutte le barriere che mettevano le due unioni su due piani differenti limitando i diritti delle persone. Un evento che ha avuto risonanza mondiale, portando un pizzico di consapevolezza anche a coloro che si erano rifiutati fino a quel momento anche solo di considerare l’idea. Qualche giorno fa anche la Grecia ha riconosciuto le unioni omosessuali: non in modo perfetto come si sarebbero aspettati tutti, è vero. Ma anche in questo caso almeno un passo in avanti c’è stato.

Il vero problema del 2015 è che, nonostante le lotte portate avanti, l’omofobia è ancora parte integrante della società nella quale viviamo. E l’Italia, purtroppo, per quanto faccia finta di essere progressista in realtà è legata ancora alla sua ignoranza atavica ed alla religione. Quest’ultima non è un contorno dell’esperienza personale di vita ma diventa nel nostro paese un vero e proprio limite che si applica a diritti che dovrebbero essere inalienabili.

La speranza è che si possa raggiungere nel 2016 un riconoscimento per le coppie gay. Purtroppo abbiamo dovuto subire l’annullamento delle nozze contratte all’estero: la strada per le unioni civili sembra davvero essere molto accidentata.

Photo Crediti | Thinkstock

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