Mondo LGBTQ, 2014 e bilanci

di Valentina Cervelli Commenta

E’ tempo di bilanci anche dal punto di vista LGBTQ per ciò che concerne il 2013 e possiamo dire che se per qualche verso in alcune parti del mondo le cose stanno man mano cambiando, l’omofobia continua ad essere purtroppo un brutto vizio diffuso in molti luoghi.

E’ innegabile: storie come il coming out di Tom Daley, pagine televisive portate sullo schermo come il fidanzamento della coppia storica gay di Glee interpretata da Darren Criss e Chris Colfer scaldano davvero il cuore facendoci pensare che per questa società forse è ancora possibile fare qualcosa. Ma basta girare lo sguardo e guardare alla Russia o all’Uganda per renderci conto che c’è ancora tanto da imparare. Che le persone ancora non hanno capito che non si può odiare il proprio prossimo semplicemente perché ama qualcuno del suo stesso sesso.

La sessualità è qualcosa di così personale e fluido che davvero limitarla in etichette è la cosa più sbagliata che si possa fare. Eppure in molti sembrano non capirlo, trincerando la propria ignoranza dietro comportamenti inaccettabili. E quindi in alcuni stati l’omosessualità è un reato, ed in altri come in Russia, amare una persona dello stesso sesso diventa discriminante per essere presi con la forza e torturati, anche davanti a delle telecamere. Da questo punto di vista il 2013 è senza dubbio uno degli anni più deludenti mai sperimentati. Negli Stati Uniti il Doma è stato modificato in parte e superato e questo è un’ottima cosa,ma ancora vi sono stati che non riconoscono il matrimonio gay e lo osteggiano. In Inghilterra e avvenuta l’equiparazione.

E l’Italia? Rimane sempre indietro, anche se uno spiraglio di “non giudizio” è arrivato inaspettatamente dal nuovo pontefice, Papa Francesco. Il 2014? Speriamo che porti davvero un cambiamento sincero e duraturo. E’ ora di superare pensieri gretti ed ignoranti per aprirsi, nei confronti del mondo LGBTQ, ad un amore sincero forte.

Photo Credit | Getty Images

 

 

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