Nozze gay, la politica se ne lava le mani

di Valentina Cervelli Commenta

In queste ultime settimane si è parlato tanto di nozze gay grazie all’iniziativa di un gruppo di sindaci italiani che, nonostante il parere contrario del prefetto e del Governo, hanno registrato una serie di unioni civili contratte all’estero da coppie omosessuali. La politica in generale sembra lavarsene le mani, giocando ad un rimpiattino che nel 2014 dovrebbe cessare di esistere.

Volendo opportunamente tralasciare chi compara il matrimonio gay a quello tra animali perchè non ci si vuole nemmeno sporcare la mente nel tentare di dare una definizione umana a tali persone, il problema rimane serio. Promesse di ogni genere vengono fatte in campagna elettorale salvo poi vedere il tutto sgonfiarsi senza cognizione di causa ma soprattutto quasi sempre senza che vi sia un modo di “ripresa” del discorso. I diritti gay nel sociale vengono completamente ignorati e di questo ormai siamo certi tutti. Quel che sarebbe bello per una volta vedere è un gruppo politico che dopo aver promesso, faccia.  Non c’è cosa peggiore di non sentirsi rappresentati.

E stupisce il fatto che ci si chieda ancora del perchè dell’importanza del Gay Pride. Viene definito rumoroso, esagerato, volgare. Ma se rimane l’unica maniera per far riflettere veramente le persone proprio perchè accende i riflettori sul tema… perchè considerarlo sbagliato nelle modalità? E’ una delle domande che più divide la comunità LGBTQ. Cosa si può fare ancora per costringere la politica ad aprire gli occhi e darsi da fare? Perché la stessa continua a lavarsene le mani quando anche le persone queer pagano le tasse ed avrebbero diritto per costituzione a non essere discriminate? Forse è il caso di pensarci su.

Photo Credit | Getty Images

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