Gay Pride, basta con l’omofobia italiana

di Valentina Cervelli Commenta

In questo periodo il Gay Pride è più presente che mai: le diverse cittadine italiane organizzano manifestazioni di ogni tipologia. E come sempre la festa è tanta. Come l’omofobia degli italiani che non perdono l’occasione di mostrarla sotto ogni singolo articolo di giornale o social network, mostrando la loro ignoranza in tutta la loro interezza.

Tra le frasi più patetiche che si possono leggere senza dubbio quelle del “contro natura “, degli “invertiti” e dell'”anormalità” sono sicuramente le più diffuse. Anche se personalmente chi vi scrive vive in maniera del tutto particolare quelle a sfondo religioso. Perché si paventano viaggi all’inferno e millenni di sofferenza nella certezza che è bene odiare anche se il proprio credo lo vieterebbe. Il discorso è che nell’ignoranza più becera gli italiani considerano l’omosessualità ancora come una malattia o qualcosa di sbagliato. Non entra nella loro testa nemmeno sotto “nozionistica” il fatto che i diversi orientamenti sessuali sono natura pura e semplice in ogni loro sfumatura.

Per gli omofobi non è giusto scendere in piazza a richiedere i propri diritti. E se lo si fa con un po’ di confusione, ballando e cantando e talvolta sopra le righe, dove è il problema? Gli omofobi non fanno sesso? Non conoscono l’anatomia maschile e femminile? Non fanno “casino” anche loro? L’assurdità di tutto ciò consiste proprio nel fatto che qualcuno si arroghi il diritto di giustificare ed odiare l’esistenza di un’altra persona senza motivo. Qualche esame di coscienza? Rendersi conto, cari omofobi che si è dalla parte sbagliata?

 

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