Gay, niente diritti e tanti doveri

di Valentina Cervelli Commenta

E’ grottesco pensare che il riconoscimento dei diritti gay venga additato da molti cittadini come non importante per via della crisi. Sfugge infatti a tutti che se uno stato non è in grado di rispettare parte della sua popolazione, discriminandola , non sarà nemmeno capace di risolvere i problemi tecnici ed economici di un paese.

Tutto è legato ad un filo sottile. Non riconoscere diritto di sposarsi civilmente ai gay è una violazione dei diritti dell’uomo. Però ci si aspetta senza mezzi termini che le stesse persone paghino le tasse  e rispettino la legge. Cosa che fanno ovviamente, anche se nessuno dei loro sacrosanti diritti viene riconosciuto. Alla popolazione spesso sfugge il concetto che davanti allo Stato dovremmo essere tutti uguali e che per i diritti gay tutti dovrebbero combattere a prescindere dalla propria sessualità che ci teniamo a ricordare non deve e non può rappresentare una discriminante per la vita di tutti i giorni. Dove è il problema? Perché è così difficile accettare i transgender, gli omosessuali, i bisessuali. Cosa cambia, perchè giudicare l’essere di una persona che non fa nulla che vada contro la natura o contro la morale.

Niente diritti e tanti doveri: la situazione è riassumibile, tristemente, in questo modo. Cosa si può fare? Senza dubbio non bisogna voltare la testa e combattere. Anche se non si fa parte della categoria per la quale si lotta. Facciamo tutti parte della razza umana no? Perché ad alcuni i diritti devono essere negati su base arbitraria? Le trascrizioni dei matrimoni gay? Fate sentire la vostra voce, appoggiatele.

Photo Credit | Thinkstock

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