Nozze gay, carcere in Indiana per chi le chiede

di Valentina Cervelli Commenta

E’ incedibile. In America, nello stato dell’indiana, è stata approvata una legge per punire con il carcere le coppie dello stesso sesso che chiederanno una licenza matrimoniale e chi celebrerà comunque tali unioni.

E questo nemmeno un mese dopo l’equiparazione del matrionio omosessuale a quello etero attraverso il DOMA. Sono episodi come questi che pongono sotto i riflettori la necessita di mettere a punto “immediatamente” una legge di tipo federale. Davanti a ciò che lo stato dell’Indiana è stato capace di partorire con i suoi rappresentanti ultraconservatori anche l’Italia sembra un paese decisamente avanzato.

Spinti dalla paura che le coppie gay potessero sollecitare le licenze matrimoniali (pur conscie del loro automatico rigetto, N.d.R.) come da sempre le associazioni LGBT consigliano per spingere al cambiamento evidenziando la discriminazione, i politici dello stato americano hanno “aggiornato” una legge del 1997, punendo con 10 mila dollari di multa ed il carcere (fino a 18 mesi di detenzione, N.d.R.) la “manipolazione” delle richieste di matrimonio. Insomma, si può finire in carcere per aver messo il nome di un uomo al posto dello spazio per la donna e viceversa. Sono invece previsti sei mesi di carcere e mille dollari di multa per qualsiasi funzionario civile o religioso che celebri nozze tra persone dello stesso sesso.

E sebbene costretti a riconoscere alle coppie gay provenienti da altri stati i loro diritti come ottenuto qualche settimana fa, i politici sarebbero addirittura al lavoro per modificare la Costituzione del loro stato affinché le nozze gay vengano vietati. Si potrebbe quindi arrivare ad un referendum. In quel caso si aprirebbero scenari differenti: i cittadini potrebbero anche schierarsi contro i loro legislatori.

E’ assurdo pensare che nel 2013 vi possa essere ancora dell’odio e dell’omofobia in uno stato facente parte di una federazione così avanzata in maniera di diritti come negli Stati Uniti. E’ incredibile pensare ad una simile criminalizzazione dell’amore.

Photo Credit | Getty Images

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