Tutti gli uomini (gay) di Silvio Berlusconi

Home » Cultura Gay » Tutti gli uomini (gay) di Silvio Berlusconi
Spread the love

Tutti gli uomini (gay) di Silvio Berlusconi  Cultura Gay Le parole infelici di Silvio Berlusconi in merito ai gay sono, purtroppo, solo le ultime di una lunga serie. Non è passata neanche una settimana da quando Rocco Buttiglione ha paragonato l’omosessualità all’evasione dalla tasse, e da quando la Cei ha scoperto che la colpa della crisi della famiglia italiana è da attribuire ai gay che il Presidente del Consiglio se ne uscito con quel .

Meglio essere appassionati di belle donne che essere gay

Mancano solo le dichiarazioni di Piero Angela che ci spiega che è proprio a causa dei gay se il Dodo si è estinto. E nessuno si stupisca se qualcuno rinfaccerà agli omosessuali la colpa dello sterminio delle foche in Canada.

Ma il premier sa che nella sua scuderia ci sono cavalli di razza appartenenti alla “parrocchia”? E’ il caso di ricordare al nostro Silvio di alcuni suoi seguaci (o ex), preferiscono appassionarsi di bei ragazzi che essere etero. Partiamo con Enrico Oliari, ex Pdl e attuale membro di Futuro e Libertà non ha mai nascosto che alle escort preferiva la compagnia maschile.

Daniele Capezzone, tra mezzi coming out e un passato (neanche troppo lontano) da Radicale, non può certo definirsi il più etero di questa legislatura. Dal passato è utile ricordare Gianni Baget Bozzo, il quale oltre alla passione per Berlusconi, associava anche quella per il sesso maschile (non praticata, da quello che diceva, dato che era anche presbitero). Come non citare Dolce & Gabbana, la coppia gay più famosa della moda, che vuole vedere il rosso solo sui loro abiti, ma non ci certo nello stemma del partito preferito.

Leggi ora  Lady Gaga vorrebbe celebrare i matrimoni dei suoi amici gay

Passando poi per Alfonso Signorini, direttore ad interim delle testate principali di Mondadori, e Lele Mora, tanto citato in questi giorni per via dei festini a casa di Silvio: due che di pruriti omo se ne intendo. Infine Pier Paolo Zaccai, consigliere del Pdl della provincia di Roma, beccato nel pieno di un party a base di droga e transessuali. Ma quest’ultimo caso non fa testo, sembra che se non vai a trans non puoi definirti un politico italiano.

La domanda a cui bisogna dare necessariamente una risposta è questa: i gay che seguono Berlusconi sono tutti schifosamente masochisti? Perché non si accontentano come tutti di manette e fruste?