Prima adozione gay in Italia, cambiamento?

di Valentina Cervelli Commenta

Lentamente e grazie ad un giudice ma è arrivata: la prima adozione gay in Italia è stata legalizzata lo scorso 30 luglio e resa nota solo qualche giorno fa. Una donna ha potuto, grazie ad una sentenza, riconoscere legalmente la bambina frutto dell’amore con la sua compagna pur non essendo la sua madre biologica.

Un passo in avanti grandioso in un paese dove l‘omogenitorialità è un tabù e dove non è possibile avere un riconoscimento giuridico attraverso le nozze. Come sottolinea il togato nella sentenza che ha portato alla prima adozione gay italiana:

Negare alla bambina i diritti e i vantaggi che derivano da questo rapporto costituirebbe certamente una scelta non corrispondente all’interesse della minore.

E non potremmo che essere d’accordo, schierandoci contro quelle branche della politica che non vogliamo nemmeno nominare che non solo si oppongono a tale decisione ma che vorrebbero vedere comparire il “divieto di adozione” sulla Costituzione. Quel che molte persone dimenticano è che ogni famiglia basata sull’amore è una famiglia dove un bambino può vivere felice ed amato. Statisticamente è stato anche verificato che i bambini figli di coppie gay sono più in salute e contenti degli altri loro coetanei. Perchè quindi indugiare in questa omofobia che non ha basi? Una nota di colore? Il partito politico che ha alzato la voce, per i suoi manifesti ha utilizzato una foto di Oliviero Toscani nata a favore delle famiglie arcobaleno senza il suo permesso.

Concludendo: un primo passo in avanti è stato fatto, una breccia aperta. Speriamo sia possibile continuare in tal senso.

Photo Credit | Thinkstock

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