Omofobia italiana: la tassa sui gay

di Valentina Cervelli Commenta

Ecco fino a dove può arrivare l’omofobia italiana e  nell’ambiente politico. Un sindaco del nord ha lanciato una proposta che definire shock è anche elegante: una tassa sui gay per aiutare le famiglie italiane. Ora, dobbiamo veramente scegliere un punto di partenza per spiegare quanto sia sbagliato tutto ciò?

 

Prima di tutto che diritto ha lo stato di mettere bocca eventualmente sulla sessualità della persona? Non basta che non facendo niente appoggia di fatto l’omofobia spicciola e violenta che avviluppa questo paese? Ovviamente sono tutte domande retoriche: una simile questione non dovrebbe nemmeno venir posta.  Non si può pensare di tartassare una categoria discriminandola per la sua sessualità per “aiutare” le famiglie italiane. Come si stabilisce quale tipologia di famiglia sia quella corretta? Su quali basi? Religiose? . Le domande sono davvero tante e tutte che effettivamente non meritano risposte perché improponibili in ogni senso. E’ come dire di voler tassare le persone bionde rispetto a quelle more o viceversa.

Non ha senso e non è giusto. Fortunatamente la malaugurata proposta sembra essersi persa nel vuoto dopo le giuste proteste poste a livello nazionale. Ma episodi come questi evidenziano come sia necessario cambiare interamente la cultura italiana da cima a fondo. Essa non ha rispetto per l’uomo e non se ne vergogna. Ed è questo ciò che bisogna cambiare. Soprattutto se non si vuole arrivare in futuro a raggiungere una situazione per la quale un legge del genere possa essere presa in considerazione. Non rinunciate mai a combattere questo tipo di omofobia.

Photo Credit | Thinkstock

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