Omofobia, anche in Italia metodi di repressione russi?

di Valentina Cervelli Commenta

Anche in Italia l’omofobia è arrivata a tal punto che in alcuni casi i metodi di repressione delle manifestazioni sono molto simili a quelli russi? E’ una domanda che vi poniamo a metà tra la provocazione ed il dato di fatto visto che ieri sera il sit in pacifico davanti l’ambasciata russa si è risolto in una sorta di carica dei poliziotti presenti in tenuta antisommossa.

Non mettiamo in discussione il nostro rispetto per coloro che portano la divisa, assolutamente. Ma talvolta ci chiediamo se non sia esagerato il modo con il quale rispondono agli ordini ricevuti. Nel giro di due giorni Vladimir Luxuria è stata arrestata a Sochi per aver manifestato in maniera pacifica il suo supporto alla causa LGBTQ in Russia, per ben due volte, la seconda insieme a due inviati de “Le Iene“. I commenti omofobici sul fatto si sono sprecati, da parte di chiunque ed hanno dipinto l’immagine di una Italia che ha ancora molto da imparare sul rispetto e l’amore per il prossimo.Onestamente? Omofobia allo stato puro.  E’ stato per protestare anche nei confronti di questo avvenimento che il sit in davanti l’ambasciata russa a Roma è stato organizzato. Ma la violenza, a quanto pare, ha avuto la meglio. Vogliamo che a raccontarvelo siano le parole di Pasquale Ciano, presente alla manifestazione. E’ un po’ lungo, ma va letto:

Seratina convulsa… innanzitutto voglio rassicurare tutti quelli che mi hanno scritto preoccupati x me che STO BENE, dopodichè andiamo con ordine.

ci raduniamo lentamente intorno alle 20 davanti all’ambasciata russa a Roma, erano con me Aurelio Mancuso Cupello e Guido Allegrezza Carrozza ci si salutava e si scambiavano sorrisi con chi man mano arrivava, a Enrico Cupido, Fiorenzo De Vecchis, l’Ipocoana Nera, Dario Gizzi, si aggiungevano Carmelo Mono Pappalardo, Gaia Logan, Salvo De Rosa Giam, Imma Battaglia, Fabrizio Marrazzo, Paola Dee Andrea Maccarrone Giuseppe Pecce Angelo Ferro Massimo Giorgi Caramella Drag e tanti altri andavano aggregandosi PACIFICAMENTE.

Non appena qualcuno ha tirato fuori una enorme bandiera rainbow e ci stavamo muovendo per sventolarla sotto l’ambasciata dell’amico putin, gli agenti in assetto ANTISOMMOSSA hanno fatto muro per impedirci di manifestare. Attoniti e incazzati – da quando il diritto di manifestare pacificamente è stato sospeso anche in Italia con metodi “russi”? – ognuno urla il proprio disappunto come meglio crede, poi decidiamo di aggirare l’ostacolo passando da via castro pretorio, dove all’incrocio decidiamo per un sit-in estemporaneo in attesa dell’autorizzazione ad esporre il nostro simbolo di liberà davanti all’ambasciata.

Cosa che a chi comanda pare sia sembrata un’intollerabile pretesa privilegistica… tant’è che ci circondano, noi tuttti seduti sulla rainbow intenzionati a non mollare, loro con caschi e scudi contro quattro froci in croce… nell’assordante silenzio dei mass media. Decidono che stavamo bloccando il traffico.. con corsie libere e 3 macchine ogni 5 minuti che ci potevano comodamente aggirare…vabbè la presa per il culo continua.
gli animalisi prendono il megafono e denunciano le atrocità del governo putin: legge contro i gay, omicidi di giornalisti scomodi, genocidio in cecenia, sterminio di cani randagi per ripulire le olimpiadi di sochi…la rabbia montava e nonostante fossimo PACIFICI, SEDUTI e NON VIOLENTI decidono di caricarci come i peggiori dei delinquenti, mi strattonano per farmi alzare e così Ferrante Iaccaria, e bruno @kastKastaDiva Queen, quest’ultimo addirittura isolato e portato al commissariato. Noi ci risediamo a terra e non schiodiamo più.

Con noi c’erano una consigliera comunale, un consigliere regionale e una deputata della repubblica a garantire la non violenza della nostra azione, ciononostante ci hanno trattato come dei FROCINOROSI da tenere a bada. La nostra richiesta era semplice: fare sventolare la rainbow davanti ai russi. NIET. Partono gli appelli facebook e twitter a raggiungerci e a supportarci, Eva Grimaldi ci porta un po’ d’acqua e del cioccolato. alle 22 una trattativa sblocca la situazione: una delegazione di “2 massimo 3 persone” può andare a sventolare il temibile tessuto colorato in via gaeta, li avremmo aspettati e avremmo marciato fino a termini. si sarebbe potuto marciare fino al campidoglio, prendere la palla al balzo e denunciare come siamo stati trattati anche qui in italia, non solo vilipesi in russia ma trattati come appestati A CASA NOSTRA. ma gli accordi erano già presi e quindi addio campidoglio.

Photo Credit | Pasquale Ciano Facebook

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