Nozze gay, Papa Francesco e gli interrogativi

di Valentina Cervelli Commenta

Se anche Papa Francesco inizia a riflettere sulle nozze gay ed il perché il molti stati siano legali, forse possiamo davvero sperare ad un piccolo passo dell’Italia verso la strada giusta da intraprendere. Il matrimonio gay è legale in quegli stati non caratterizzati da atteggiamento razzista e omofobo che rispettano l’essere umano, ma comprendiamo che per molti questo sia un concetto alieno.

Si, siamo particolarmente ironici e sarcastici con questa frase, ma seriamente siamo contenti di vedere che a differenza dei suoi predecessori questo pontefice non solo non stia giudicando ma si stia impegnando nel comprendere qualcosa che non molti sacerdoti si sforzano di fare. E’ sempre stato questo il grande problema della Chiesa: predicare senza capire o porsi domande. Che è quello che non sta facendo Papa Francesco, il quale sta tentando di “venire a patti” (passateci il termine, N.d.R.) con quelli che sono gli insegnamenti religiosi e ciò che è la realtà dei fatti.

E’ inutile girarci intorno: non si dovrebbe nemmeno parlare di diritti gay perché dovrebbero essere assodati. Non dovrebbe esserci bisogno di lottare per qualcosa che è giusto che esista a prescindere.  Ma quando leggendo i giornali ci rendiamo conto che l’omofobia e le aggressioni continuano ad essere all’ordine del giorno, appare palese che purtroppo non solo si è lontani da un riconoscimento che dovrebbe già essere insito nella società ma che è necessario far sentire la propria voce in tutti i modi.

E se una voce come quella di Papa Francesco, che parla a nome di una istituzione solitamente chiusa e gretta apre spiragli di luce non si può che essere contenti del cambiamento, anche se si stratta di piccoli passi in tal senso. La strada è ancora lunga, non ci illudiamo di vedere cambiare interamente la società in così poco. Ma che si parli addirittura della possibilità di un cambiamento, sembra comunque un buon punto di partenza.

Photo Credit | Getty Images

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