Due ragazzi gay si abbracciano: carabiniere li caccia dal bar

di Sebastiano Commenta

Siete mai stati cacciati amaramente da un locale solo perchè state abbracciando il vostro migliore amico? La triste disavventura è accaduta stanotte verso le 5.30, a Mirco Vigni, 22 anni, cameriere presso il Priscilla Caffè, un noto locale gay di Torre del Lago. Dopo aver lavorato tutta la notte, il giovane si è recato da Cusimano in via San Francesco per fare colazione con la sua comitiva. In seguito ad una manifestazione d’affetto innocente verso un amico, il ragazzo viene invitato (non poco aspramente), da un carabiniere piuttosto irritato, ad uscire dal bar senza alcuna spiegazione. Ecco il racconto di Mirco a L’espresso:

Io e Fabio eravamo al bar a fare colazione, ci siamo abbracciati e un carabiniere in divisa è intervenuto. Urlando ci ha invitati ad andarcene via, dicendo che quello era un posto dove vengono i bambini e non un posto per gay. Gli abbiamo chiesto cosa stessimo facendo di male e lui ha ripetuto, a voce ancora più alta, di andarcene via. Non ci siamo nemmeno baciati. Era solo un abbraccio fra due amici. Fabio stava seduto al tavolo e io ero in piedi alle sue spalle. L’ho abbracciato. Siamo solo amici. Nel bar c’erano quattro carabinieri in divisa, seduti qualche tavolo più in là. Uno dei quattro ha parlato a voce alta, rivolto verso il bancone. Nel bar c’erano almeno una quindicina di persone a quell’ora. Ha detto riferendosi a noi, che queste cose dovevamo andare a farle da qualche altra parte, perché quello era un luogo pubblico. E che si riempiva di bambini. Io ho chiesto se l’avrebbe detto anche a un ragazzo che abbracciava una ragazza e il carabiniere, a voce ancora più alta, ha ripetuto che ce ne dovevamo andare.

A questo punto Mirco ha raccolto telefonino e portafogli e si è avvicinato al bancone:

Conosco il titolare di vista, gli ho chiesto il conto e gli ho detto che avrebbe fatto meglio a intervenire visto che i carabinieri non ci avevano contestato nulla formalmente, ma stavano mandando via un cliente. E quella, in fondo, era casa sua. Abbiamo subito una discriminazione incredibile e pensare che io e Fabio non siamo nemmeno fidanzati. Siamo due amici. Ci vogliamo bene e ci siamo scambiati un semplice abbraccio.

Immediata la reazione dell’Arcigay per il cattivo gesto:

Ancora un volta in Italia siamo di fronte a un problema di omofobia profonda che c’è nel Paese. Una problematica diffusa da parte delle forze dell’ordine, che danno un’interpretazione e un giudizio moralistici di fronte all’affettività e alla presunzione di omosessualità. Qui siamo di fronte a due amici che si abbracciano, è gravissimo ciò che è avvenuto. E’ un problema di formazione che va affrontato una volta per tutte. Altrimenti chi indossa la divisa lede un diritto fondamentale dei cittadini che invece dovrebbe difendere: essere se stessi.

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