Corsi per tornare etero attraverso la preghiera?

di Valentina Cervelli Commenta

Corsi per tornare etero attraverso la preghiera? Pur avendo tutto il tempo del mondo non riusciremmo forse a spiegare quanto questa tipologia di coercizione del pensiero possa essere sbagliata da un punto di vista medico, sociologico e psicologico. Ma vogliamo approfittare dell’inchiesta di Repubblica per fare il punto sulla situazione.

La stessa ha avuto luogo, grazie ad un ottimo giornalista, all’interno di quello che è il corso in più giornate al mese, previo pagamento, attraverso il quale si torna etero pregando organizzato dal famoso “Luca” della canzone di Povia. Mettiamo da parte per un attimo la storia dell’uomo, sebbene lui sia uno di quelli che dice di essere guarito dall’omosessualità grazie alla potenza di Dio e concentriamoci sulle basi spicciole di questa esperienza. Il tutto, leggendo il reportage di Repubblica, si riduce al soffocamento del proprio essere e al sacrificio dell’istinto naturale a favore di una “normalità” che viene considerata come tale per via di una morale che tiene poco conto dell’individuo nella sua interezza.

Tutti parlano di una costante lotta. Che è tale perchè si ha paura di accettarsi o non si vuole vivere sentendo la disapprovazione degli altri sulle proprie teste. Ma non vi è nulla di sbagliato nell’essere gay: è la nostra sessualità, non è una scelta. I campi di conversione, per quanto la partecipazione possa essere volontaria non solo sono sbagliati concettualmente e socialmente, ma sono una falsità nello scopo: ci si reprime, non si guarisce. La speranza, nel leggere tutto questo, è che non vi siano poi uomini e donne ferite dal tentativo di essere chi non si è.

Photo Credit | Thinkstock

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