Coming out e genitori: la paura di non essere accettati

di Valentina Cervelli Commenta

Il coming out è un passaggio molto difficile per un ragazzo o una ragazza omosessuali. La faccenda si complica purtroppo di più quando il grande passo deve essere fatto con i genitori. Sono coloro che ci si aspetta ci accettino in ogni occasione e che talvolta si rivelano essere quelli che ci comprendono di meno. Soprattutto in queste situazioni.

Coming out e genitori: niente paura

La paura è tanta, ed è comprensibile. Ma in qualsiasi caso non deve rappresentare un ostacolo a vivere la propria vita, o meglio, il proprio essere come è giusto che sia. I genitori sono le persone che più ci amano al mondo. Ed anche nel caso l’ignoranza o l’incomprensione momentaneamente prevalgano sull’amore che provano per noi non bisogna rinunciare ad essere se stessi. Questo è un “diktat” che ogni ragazzo o ragazza omosessuale deve tenere bene a mente. Egoisticamente parlando, le persone devono fare ciò che è meglio per loro e vivere una vita di bugie per rimandare un coming out che prima i poi deve essere affrontato non rientra nei piani. Non può farne parte.

Coming out e genitori: qualche consiglio

Prima di tutto in qualche modo, se possiamo consigliarvi, saggiate il terreno ed iniziate a far comprendere alla vostra famiglia (se non avete la fortuna di vivere in un contesto gay friendly, N.d.R.) che l’amore gay non ha niente da invidiare a quello etero e che soprattutto è normale. Iniziate a metterli a proprio agio anche attraverso stupide cose come film o canzoni: rimarrete stupiti quanto possano essere in qualche modo un mezzo valido. Ma soprattutto portateli a toccare con mano la realtà della vita delle persone omosessuali, senza omettere niente. Né le gioie, né i dolori. Talvolta l’empatia può molto di più di tanti libri stampati. Soprattutto siate sinceri il più possibile con loro. Se vi amano, non reagiranno male. E nel caso lo facessero perché legati a condizionamenti di tipo religioso o omofobo-latenti, aiutateli il più possibile a comprendere il loro errore. Puntando sul bene che provano per voi. Se dovesse reputarsi necessario, lasciate loro un po’ di tempo. Anche per il vostro bene emotivo.

Photo Credit | Getty Images

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