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Vescovo scozzese paragona il matrimonio gay alla poligamia ed all’incesto

 
Nello
6 agosto 2012
1 commento

Un anziano vescovo scozzese ha lasciato a bocca aperta i sostenitori della campagna a favore dei diritti alle coppie gay, con alcune dichiarazioni al limite.

Hugh Gilbert, Vescovo cattolico di Aberdeen si è ultimamente dichiarato contrario ai matrimoni omosessuali attraverso il giornale Scottish Catholic Observer: “Perché è giusto che un uomo ne sposi un altro e non che sposi due o più donne? Se davvero vogliamo l’uguaglianza, allora perchè non estendere il diritto del matrimonio anche ai nipoti che amano genuinamente gli zii?
Non bastando già quanto detto, ha continuato adducendo: “La verità è che il governo potrebbe far passare qualsiasi legge, come che tutto ciò che ha quattro gambe sia un tavolo, anche quando si tratta di un cane o di un cavallo, ma non cambierebbe la loro natura.

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  • #1mauro merlino

    Presidenti Associazione Marco Bottaro e Angela Paradiso-I locali gay promiscui devono chiudere i battenti? E’ questa la proposta avanzata nei giorni scorsi dai membri dell’associazione ”Attivisti Gay Harvey Milk” che al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Monti chiedono espressamente di promulgare un disegno di legge atto alla chiusura dei locali frequentati da clienti omosessuali e promiscui, fra i quali vengono menzionate le saune, i Battuage e le dark room.
    A rend
    erlo noto sono stati i membri dell’Associazione gay Harvey Milk, che si battono affinché l’odio contro le persone omosessuali possa essere cancellato una volta per tutte.

    “Fermare per sempre l’omofobia nel nostro Paese, fermare la pedofilia, la transfobia e il razzismo in tutto il mondo, avere i nostri diritti umani e civili, avere una legge contro il reato dell’omofobia, avere il diritto di sposare la persona che si ama, avere il diritto di adottare dei bambini”, sono questi gli obiettivi prefissi dall’associazione, che alle Forze dell’Ordine chiedono adesso un aiuto concreto affinché possano essere arginati alcuni spiacevoli fenomeni definiti “scandalosi”.

    All’interno dei locali “sotto accusa” si farebbe infatti un eccessivo consumo di sostanze stupefacenti, e sarebbero servite bevande alcoliche anche ai clienti minorenni. All’esterno inoltre avverrebbero continuamente episodi di brutale violenza, spesso ”provocati” proprio dall’orientamento sessuale dei clienti dei locali.

    “Chiediamo a voi alte cariche dello Stato di provvedere inoltre al contenimento, alla restrizione e all’eliminazione di siti web pornografici e chat, per la grandissima minaccia concreta e tangibile della pedofilia”, fanno sapere i membri dell’associazione, che dal canto loro si dicono pronti a cooperare “perché troviamo sia giusto e doveroso poter collaborare e camminare insieme per la costruzione di politiche sociali anti-discriminatorie”.

    “Se le nostre richieste di democrazia, libertà e tutela non saranno riconosciute e garantite dal nostro Governo e dalle vostre persone – fa però sapere Mauro Merlino, Vicepresidente dell’Associazione Harvey Milk – faremo un esposto all’Alta Corte Del Parlamento Europeo e all’Onu chiedendo il loro appoggio, aiuto e sostegno per mettere in mora questo Paese, visto che il nostro Governo rimane cieco e sordo di fronte alla legittima richiesta di diritti civili e umani”.

    6 ago 2012, 20:01 Rispondi|Quota