Tel Aviv gay friendly? Pubblicità alimenta polemiche

di Fabio 1

L’Ente del turismo israeliano ha realizzato una pubblicità con la quale ha deciso di promuovere Tel Aviv, come nuova destinazione gay-friendly. La decisione è nata per dimostrare che l’Israele è una nazione aperta e non discriminatoria. Non tutti, però, la pensano così.

L’iniziativa non ha procurato nessuna polemica in Israele e nemmeno nelle comunità ebraiche. La pubblicità di Tel Aviv Endless Summer, però, è stata fortemente criticata da Sarah Schulman, con un pezzo pubblicato dal New York Times.

Secondo la professoressa Schulman, infatti, questa improvvisa apertura mentale nei confronti dei gay nasce dall’esigenza di ripulire l’immagine del paese dopo l’avversione ai musulmani e la violazione dei diritti del popolo palestinese.

La Schulman, quindi, non crede nella sincerità dell’iniziativa ma piuttosto la considera un modo furbo per cancellare anche un recente passato durante il quale i gay venivano rifiutati anche durante le commemorazioni dell’Olocausto, da parte degli Ebrei ortodossi.

Commenti (1)

  1. Non si tratta solo di una pubblicità, ma di una politica portata avanti da anni attraverso pubblicità per il turismo, articoli di stampa e la realizzazione di film gay (persino a luci rosse)…

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