Outing e coperture nel mondo dello spettacolo

di Valentina Cervelli Commenta

Il mondo dello spettacolo, si sa, è spietato. Ed in più di un modo a dire il vero. Quello dell’outing forzato dei suoi “partecipanti” è uno degli aspetti forse più tristi delle sue dinamiche. Questo è ovviamente valido qui in Italia come all’estero dove, sebbene vi sia una maggiore libertà, le cose non sono propriamente differenti. Vediamo insieme di analizzare la situazione.

L’ultima storia in tal senso in ordine di tempo riguarda Raoul Bova e la fine del suo matrimonio. Per diverse ragioni tra le quali quelle del rispetto per la persona non entreremo nello specifico ovviamente, ma il suo caso è abbastanza lampante di quello che intendiamo. Qualsiasi sia la verità infatti, giornali e media di diverso genere non ci hanno pensato due volte prima di prendere la vita privata dell’attore, in un momento molto delicato oltretutto per sbattere in prima pagina un outing di questo genere. Ora, lo ripetiamo,non abbiamo intenzione di commentare in tal senso, ma ciò che sta accadendo, con tanto di persone più o meno note che riportano gossip su di lui, è una delle cose più atroci e prive di gusto che il mondo dello spettacolo ed i suoi componenti potessero mettere in atto. Ricordate, fare outing ad una persona è sbagliato perchè è un’azione totalmente priva di rispetto.

Lo stesso accade ad Hollywood dove i manager, spesso e volentieri però, agiscono in modo differente. Lo abbiamo visto con Neil Patrick Harris, con Matt Bomer e recentemente con il coming out di Wentworth Miller.  Tutti personaggi felicemente gay (sposati e con figli almeno nei primi due casi,N.d.R.) che per tantissimi anni hanno finto relazioni eterosessuali con persone appositamente assunte per ricoprire il ruolo di fidanzata, anche se felicemente in coppia per anni con gli attuali partner. Sono scelte effettuate per sopravvivere in un mondo che non si fa problemi a prendersi gioco di te e della tua sessualità rovinandoti la carriera. Comprendete ora perché questo chiacchiericcio, questo “vizio” dell’outing è sbagliato?

 

 

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