Coming out nello sport, un’utopia?

di Valentina Cervelli Commenta

Il coming out nel mondo dello sport è possibile o un’utopia? E’ una domanda che frulla nella nostra testa da quando Wolfgang Niersbach, il presidente della Federcalcio tedesca ha invitato i calciatori omosessuali ad uscire allo scoperto. L’uomo è promotore del progetto “Calcio e omosessualità“.

All’interno di questi percorso formativo, un opuscolo sarà spedito a 26 mila club tedeschi e alle associazioni nazionali e regionali che operano sotto l’associazione calcistica, con l’obiettivo, nello specifico, di aiutare e incoraggiare i calciatori gay a fare coming out. Un’ottima iniziativa, senza dubbio e che appoggiamo pienamente. Ma ci chiediamo se questo primo passo possa davvero portare i giocatori, e gli sportivi gay in generale a fare coming out anche nel loro “luogo di lavoro”. E’ brutto a dirsi ma nello sport l’omofobia è spesso più marcata e diffusa proprio per quell’aura di “mascolinità” che i corpo ben modellati e muscolosi invocano. E spesso per quei pochi che hanno il coraggio di uscire allo scoperto, non diventa facile la vita, nemmeno negli spogliatoi.

L’ignoranza infatti li porta a divenire dei bersagli facili da colpire, sopratutto emotivamente. Quel che sarebbe necessario fare, per ottenere che chiunque possa sentirsi sicuro e fare coming out è educare la società in generale e gli altri giocatori a comprendere come l’omosessualità sia una cosa naturale e per questo debba essere rispettata. Un’azione spesso difficile da portare avanti anche in altri ambiti e per la quale l’iniziativa di Wolfgang Niersbach rappresenta davvero un’ottimo punto di partenza.

Non siamo stupidi: probabilmente ci vorrà più che un’opuscolo per plasmare al meglio la mente delle persone ed abbattere l’omofobia nello sport, ma questo è un gran segnale. La brochure,  di 28 pagine, è stata redatta da un gruppo di esperti e contiene una serie di informazioni pratiche, definizioni e indirizzi in materia di omosessualità e omofobia nel calcio e come affrontarli, senza pregiudizi.

Forse qualcosa del genere servirebbe anche nel nostro paese.

Photo Credit | Getty Images

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