Omofobia, perché è diffusa in Italia?

di Valentina Cervelli Commenta

Aggressioni ai danni di coppie omosessuali, scherni, divieti, mancanza di riconoscimento dei diritti. E’ normale fermarsi un attimo e chiedersi: perché l’omofobia è così diffusa in Italia? Come possibile che la società italiana sia così chiusa in se stessa da non accettare la normalità di una condizione così diffusa?

Sono diverse le risposte che vengono alla mente pensando alla variegata composizione della nostra popolazione. La prima è senza dubbio l’ignoranza. Definiamo come tale il continuo ostinarsi della gente a non comprendere che l’omosessualità è presente in natura in moltissime specie, e che è impossibile non pensare che l’essere umano come “animale evoluto” ( e i dubbi li abbiamo proprio su questa evoluzione, N.d.R.) possa esserne esente. Si parla di istinto. Questa è la risposta che è “idealmente” giusto dare a coloro che non essendo in grado di rispettare il prossimo e la sua esistenza, continuano a ripetere che sia una cosa contro natura. No, non lo è affatto.

Il secondo colpevole che ci viene in mente è la religione. Ora, ognuno è libero di credere in ciò che vuole, ma questo non deve portare ad agire in modo violento o addirittura contro gli stessi precetti nei quali si crede. Ci vengono in mente i campi di conversione per gay e lesbiche: su nessun libro sacro è scritto che bisogna torturare le persone. Al contrario vi è sempre un invito ad amare il proprio prossimo.  E chi sostiene che l’amore omosessessuale sia vietato dai testi religiosi… beh, anche i crostacei lo sono, e tante altre cose, sesso anale compreso. Eppure ne facciamo uso normalmente nella nostra vita.

L’omofobia è così diffusa in Italia perché un gran numero di persone non è capace di pensare con la propria testa, non è in grado di amare le persone attorno a sé incondizionatamente e non è in grado di rispettare il prossimo. Siamo tutti uguali e con gli stessi diritti, perché è così difficile comprenderlo?

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