Non dobbiamo rinunciare ad essere “unicorni”

di Valentina Cervelli Commenta

Non rinunciare ad essere unicorni: uno modo molto semplice e carino per ricordarci che possiamo essere noi stessi. E che dobbiamo farlo per il nostro bene. Anche e soprattutto se la società tende a volerci omologare in qualcosa che non siamo.

E’ innegabile, siamo ancora in un mondo in cui essere se stessi, vivere la propria sessualità liberamente è un problema per la maggior parte delle persone in alcuni luoghi. E’ un concetto che viene ripetuto spesso, ma corrisponde a verità. Certo, rispetto a qualche anno fa le cose sono leggermene cambiate. Il problema è che ciò non è successo in italia. Nel nostro paese, essere come Kurt Hummel in Glee, magistralmente interpretato da Chris Colfer è ancora un problema. Se appari troppo gay o appartieni alla comunità LGBTQ devi solo sperare di apparire abbastanza neutrale perché c’è il rischio di venire picchiati per la strada, anche se si è semplicemente in compagnia.

E che dire dei diritti? Per la politica gay e lesbiche sono praticamente inesistenti. Da un certo punto di vista bisessuali e pansessuali sono fortunati: se si innamorano di una persona di sesso opposto non hanno problemi nello sposarsi ed avere figli. il problema è che la legge è limitata, come lo è la mente di chi gestisce questo paese.

Di base c’è molta ignoranza e spesso unicorni bellissimi sono costretti ad essere solamente cavalli. Devono scambiare i loro colori arcobaleno con il grigiore. Anche se hanno fatto coming out e stanno bene con loro stessi. Questo però non significa che dobbiamo rinunciare ad essere unicorni se è questa la nostra natura.

Photo Credit | Thinkstock

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