LAMBDA, associazione del Mozambico che si batte per tutelare i diritti gay nel Paese, ha chiesto dei chiarimenti alle Nazioni Unite su un articolo del codice Penale che, se pur espressamente non condanna l’omosessualità , garantisce “misure di sicurezza” (lavori forzati, l’internamento in un manicomio, e interdizione dalle attività professionali) contro chi abitualmente commette “vizi di natura”.
Lo Stato africano promuove il principio di universalità e uguaglianza, senza, però, menzionare esplicitamente l’orientamento sessuale. La Costituzione afferma che tutti godono dei medesimi diritti e sono soggetti agli stessi obblighi, indipendentemente dal colore, razza, sesso, origine etnica, luogo di nascita, religione, livello di istruzione, posizione sociale, lo stato civile dei genitori, professione o politico opzione.
In questi giorni, LAMBDA sta divulgando una campagna per aggiungere un riferimento all’orientamento sessuale del cittadino per prevenire ogni forma di discriminazione. E da notare, come, alcune tribù a confine con il Sudafrica abbiano fatto enormi passi in avanti su tematiche gay: basta pensare al fatto che sia ammesso il matrimonio tra persone dello stesso sesso e non ci sia alcuna persecuzione verso i rappresentanti lgbt sul posto di lavoro.