Coming out, quanto si può fingere?

di Valentina Cervelli Commenta

Coming out, quanto si può fingere? E’ una domanda che dobbiamo porci. E’ vero che ci sono molti modi per rivelare se stessi al mondo, alcuni dei quali davvero indolori e privi di sofferenza. Ma se si è costretti a non esprimere se stessi, quanto effettivamente si può riuscire a mantenere il segreto?

Non tutti hanno la possibilità di comportarsi come fa Kristen Stewart sia nel mondo dello spettacolo che nella vita reale. In alcuni casi, in contesti sani e seri questo è possibilissimo  e eventuali coming out vengono vissuti  tranquillamente a prescindere che si tratti di pansessualità, bisessualità o ovviamente omosessualità. Questo però non significa che si debba raggiungere il completo opposto. Non si può stare male in eterno se le circostanze nelle quali ci si trova non sono perfette. Insomma, seriamente: fino a quanto si può fingere di essere quello che non si è prima che lo stress diventi troppo pensate e la depressione faccia capolino. Perché diciamocela tutta:  non si è sempre forti da poter vivere nella menzogna troppo a lungo.

Ad un certo punto bisogna porsi un limite e pensare a se stessi, tentando con tutte le proprie forze di abbattere tutte le problematiche che portano alla copertura e farsi coraggio per essere liberi. Che si tratti della famiglia o del mondo intero qualcosa deve essere fatto, assolutamente. Quanto si può fingere? La risposta reale è “non troppo”. Ma per il proprio bene, non per altre motivazioni. Ad un certo punto tutto il resto del mondo deve smettere di esistere da questo punto di vista.

Photo Credit | Thinkstock

 

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