Boy Scout, in america cade il divieto per i leader gay

di Valentina Cervelli Commenta

Finalmente anche i Boy Scout d’America intraprendono un ulteriore passo verso l’uguaglianza: cade infatti il divieto che colpiva i leader del movimento  e gli adulti che vi lavoravano all’interno. Vi era una sorta di “Don’t Ask, don’t tell” attiva fino a che ieri non è passata la risoluzione che libera finalmente da questo fardello gli scout di ogni età.

L’apertura verso i minori omosessuali era arrivata già nel 2013: mancava la controparte adulta a lungo discussa e affrontata dai capi del movimento. Un passo dovuto a livello sociale ma anche legale: la legge contro la discriminazione vigente negli Stati Uniti richiede di essere rispettata in ogni contesto. Il Consiglio nazionale esecutivo ha deciso di annullare ogni restrizione sulla presenza di leader e impiegati dichiaratamente gay nel movimento a livello nazionale. Ma nonostante sia arrivato il via libera con il 79% dei voti e lo stesso sia ad “effetto immediato”, va purtroppo sottolineato che non si tratta di una vittoria completa visto che rimane ampiamente la possibilità soprattutto per le squadre  a matrice religiosa di decidere, anche su base sessuale, i propri capi.

Insomma, gli Stati Uniti questa estate hanno fatto grandi passi in avanti dal punto di vista dell’eguaglianza, molto più di altri pari nel mondo. Ma c’è sempre qualcosa, legato in qualche modo alla religione, che tende a trattenerli indietro, non dando la possibilità di completare effettivamente il proprio percorso. Detto ciò, non si può fare altro che complimentarsi con loro per i traguardi raggiunti, sperando di poter prendere esempio al più presto.

Photo Credit | Thinkstock

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