Provare a trasformare dei famigliari omofobi in supporter LGBTQ

di Valentina Cervelli Commenta

Non possiamo assicurarvi la riuscita del processo, ma si possono trasformare dei famigliari omofobi in suppoter LGBTQ. Ci vuole tanta pazienza e la costanza di portarli a ragionare partendo da un punto di vista che possa far scattare la scintilla.

Spesso e volentieri, purtroppo, l’omofobia nasce dall’ignoranza e da una concezione falsamente teocentrica che porta le persone a rifiutare la natura a favore di una idea umana nata e scritta milioni di anni fa. Si possono utilizzare gli stessi precetti per far comprendere che l’amore omosessuale non è una cosa sbagliata (d’altronde non è anche vietato mangiare crostacei o tagliarsi la barba? N.d.R.) puntualizzando semplicemente parti degli stessi libri sacri. Più semplicemente si può inserire a piccole dosi (per quanto sia assurdo che sia necessario farlo, N.d.R.) all’interno della quotidianità informazioni sul mondo LGBTQ: film, documentari, libri. E’ un modo soft ma utile per coinvolgere i propri genitori in un contesto che non è il loro e con il quale non hanno dimestichezza.

Se si vuole tentare di cambiarli bisogna puntare sulle loro debolezze, le quali possono diventare i vostri punti di forza. E bisogna farlo a piccole dosi. Per esperienza posso dirvi che se il vostro famigliare, sia esso maturo o anziano, viene approcciato attraverso piccoli passi e soprattutto con un approccio visivo importante come quello di film e telefilm o esperienze che possono essere legate alla propria di vita, portarlo pian piano a comprendere il mondo LGBTQ non è impossibile. Lo ripetiamo, ci vuole tanta pazienza e molta perseveranza.

Photo Credit | Thinkstock

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>