Nemmeno l’arte rinascimentale scappa al ciclone gay. Questa volta, a finire sotto la lente d’ingrandimento degli addetti ai lavori è Il Giudizio Universale di Michelangelo, che conterrebbe espliciti riferimenti al sesso omosex. L’artista, dichiaratamente gay, si sarebbe ispirato ai bordelli che frequentava assiduamente per riprodurre gli uomini e le scene di uno dei suoi più riusciti capolavori. Scrive il Los Angeles Times:
Elena Lazzarini, ricercatrice all’Università di Pisa, ha di recente pubblicato uno studio che chiarisce come Michelangelo si fosse ispirato alle sue frequenti visite ai bordelli gay ed ai bagni turchi. L’autrice sottolinea chiari esempi di immaginario omoerotico, ad esempio, nel ‘Giudizio Universale’, incluso un uomo tirato fra i testicoli e scene di strenua attività maschile nuda.