Nozze gay e bambini, il pregiudizio è negli adulti

di Valentina Cervelli Commenta

Quando si tratta di nozze gay o dell’omosessualità in generale e di bambini, è bene che un concetto entri nella test delle persone: il pregiudizio è negli adulti e non nei bambini che nonostante la loro sagace e forte curiosità riescono a riconoscere senza problemi quando in un contesto vi sono coinvolti dei sentimenti.

Quante volte parlando di bambini e di omosessualità finti esperti della domenica sentenziano punti di vista inaccettabili? Praticamente sempre. Non si rendono conto, o meglio vogliono far finta di non vedere come in realtà per il bambino non vi siano differenze nell’approccio sociale rispetto a ciò che viene definito normale dalla società. E’ stata fatta una prova in tal senso: è stato fatto vedere ad un gruppo di bambini dai 5 ai 13 anni due differenti proposte di matrimonio gay,  una tra due uomini e una tra due donne. In tutti i casi, tranne un attimo di smarrimento iniziale per un paio di bambini più piccoli, vi è stata unanimità di giudizio. La sessualità non conta: tutti dovrebbero avere la possibilità di sposare ma soprattutto di amare chi vogliono. I sentimenti non devono conoscere genere. C’è addirittura chi ha citato “Same Love” di Mackelmore & Ryan Lewis. Tutti gli intervistati sostengono che le persone debbono essere libere di amare chi vogliono, che non dovrebbero esservi problemi, che è ingiusto che le nozze gay non siano consentite in tutti gli stati. Che non si può considerare anormale o odiare una persona perchè ne ama una dello stesso sesso.

E parliamo di bambini e ragazzini. Questo certamente apre la speranza per il futuro del mondo, ma sottolinea allo stesso tempo come siano gli adulti ad essere vittima e portatori contemporaneamente di pregiudizi gravi e stupidi di diversa origine sulle nozze gay e sull’omosessualità. Non potrebbero imparare dai bambini ad osservare la realtà dei fatti? Ci potrà essere ancora speranza?

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