Gay e Sanremo, l’articolo “evitabile”

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Selvaggia Lucarelli è una blogger e radiofonica di successo. Spesso ha dato buoni spunti di riflessione generale. In questo caso, in materia di gay e Sanremo, ha sbagliato in toto. Dando vita ad un’accozzaglia di luoghi comuni che se non è omofobia, è seriamente satira uscita male. Di brutto.

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Non vogliamo ripetere punto per punto quello che Selvaggia Lucarelli ha scritto: è davvero inaccettabile. Non solo degli attacchi personali che potevano essere evitati perché gli outing e le prese in giro sono qualcosa di riprovevole. Ma perché oltre allo sdegno provato per qualcosa non satiricamente corretto, sarebbe ingiusto dare maggiore visibilità a quelle parole. Una sorta di risposta punto per punto, a nome delle donne e della comunità LGBTQ è la mossa forse più adeguata.

1. Il coming out di una persona è sacrosanto. Se la stessa non si è dichiarata, chiamarla eventualmente in causa è un gesto pessimo dal punto di vista sociale ed umano.

2. Alle donne l’uomo piace gay o meno che sia. Qualche esempio? Chris Colfer, Matt Bomer, Ricky Martin. Donne etero e non solo si inginocchierebbero davanti a loro. E per diversi motivi.

3.  Il rispetto per la comunità LGBTQ deve essere sacrosanto: non si parla mica di persone di serie B. Non esiste una persona meno valida degli altri, soprattutto per la sua sessualità.

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4. Che problema si ha contro le icone gay? Ben vengano: portano un po’ di stile.

5.  Quando la satira (uscita male senza dubbio) rischia di sfociare in omofobia e bullismo? Bisogna domandarsi dove sia il limite.

Un vero peccato.

Photo Credit | Thinkstock