Eataly come Ikea apre alle famiglie gay

di Sebastiano Commenta

 Anche la catena alimentare Eataly si è voluta schierare a favore delle famiglie gay, realizzando un manifesto pubblicitario praticamente identico a quello IKEA con due donne che si tengono per mano, a simboleggiare la forte apertura verso le unioni formate da persone dello stesso sesso.

Oscar Farinetti patron di Eataly, fiore all’occhiello della strategia dello Slow Food Made in Italy, ha voluto esprimere la propria vicinanza ideologica al mobilificio svedese tappezzando i quotidiani con la criticata immagine (questa volta nella sua versione al femminile) con tanto di scritta: ‘Anche noi di Eataly siamo aperti a tutte le famiglie‘. Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, rete sui diritti civili ha commentato positivamente la vicenda:

Ne siamo contenti soprattutto perchè queste sono le risposte migliori per combattere una comunicazione politica omofoba, ed è una chiara sconfitta per Giovanardi. Staremo a vedere ora se il sottosegretario si scaglierà anche contro Eataly come ha fatto con l’Ikea, dimostrando una conoscenza parziale e di parte, la sua, della Costituzione che lo ricordiamo sancisce principi di uguaglianza e di pari diritti. Siamo contenti anche perchè aziende come ‘Ikea’ o ‘Eataly’ e quante vorranno seguire il loro esempio hanno il coraggio di ribadire messaggi che la società e l’opinione pubblica riconoscono molto più di quanto non faccia la politica.

Entusiasta anche Paola Concia, deputata del Partito democratico:

La pubblicita’ dell’azienda Eataly, pubblicata oggi su La Stampa, raffigurante due donne che si tengono per mano con a fianco la scritta ‘Anche noi di Eataly siamo aperti a tutte le famiglie’, e’ sicuramente la giusta risposta a chi come Giovanardi, vorrebbe minare la coesione sociale, portando avanti idee discriminatorie nei confronti di una parte dei cittadini. Aziende come Ikea e Eataly, sanno perfettamente che le persone gay, lesbiche e trans contribuiscono a fare girare l’economia nel nostro paese e quindi sono consumatori al pari di tutti gli altri cittadini italiani, e non ultimo pagano le tasse. Il mio rammarico e’ che come sempre accade in Italia, la societa’ civile sia piu’ avanti rispetto ad una politica giurassica, che non sa governare il cambiamento e ha paura del futuro (…) seguite l’esempio di Ikea e di Eataly attraverso campagne pubblicitarie gay friendly che valorizzino la cultura dell’inclusione e del rispetto. Insieme possiamo costruire un Paese migliore e piu’ moderno per tutti.

E Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay:

La pubblicità di Eataly ci restituisce la serena e tenera rappresentazione di un’affettività omosessuale che è quotidianamente famiglia. Il messaggio è chiaro: l’Italia della vita reale,delle università, del commercio, delle aziende, delle famiglie tutte, etero ed omosessuali, che sono tali sulla base dei sentimenti,dei progetti di vita e dei legami di reciproca solidarietà, si sta ricomponendo e rendendo visibile a dispetto di una politica lontanissima ed irreale. Dopo IKEA, una pagina di coraggio e libertà è stata scritta da un’altra azienda come Eataly, a dimostrazione che oggi nel nostro Paese le aziende possono dare voce alla vita delle persone perché la conoscono e la incontrano ogni giorno . Le due donne lesbiche della pubblicità di Eataly sono un simbolo di tutte le famiglie italiane. Grazie Eataly.

Nichi Vendola, leader di Sinistra ecologia libertà, ribatte:

Le scelte di Ikea e di Eataly sono la migliore risposta ai pregiudizi che cingono di filo spinato la vita e i sentimenti di tanti esseri umani, e che che dicono alla politica e ai suoi rappresentanti che i diritti delle persone non sono optional. Il diritto non ad essere tollerati ma ad esistere spigliati nella propria soggettività, soggetti di cittadinanza piena.

Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori, applaude con entusiasmo:

Complimenti a Eataly per essersi aggiunta all’Ikea nell’iniziativa volta a fare appello a tutte le famiglie considerate con pari diritti. Un esempio che dovrebbe essere seguito da tutte le aziende italiane, verso le quali il sottosegretario, Carlo Giovanardi, ha fatto vero e proprio terrorismo politico. Parole dure che hanno provocato sdegno, spingendo molti giovani a partecipare oggi ad un flash-mob di protesta con un bacio collettivo davanti ad alcune sedi dell’Ikea in Italia. Disobbedire a Giovanardi e a Buttiglione, non è solo una possibilità, ma un dovere politico per far sì che il nostro Paese abbia gli stessi diritti civili garantiti in tutta Europa. L’IdV invita le aziende italiane a seguire l’esempio dell’Ikea e a garantire pubblicità a quei media che lavorano per la difesa dei diritti civili. In una democrazia liberale anche il mercato può dare un grande impulso alle libertà individuali.

Fuori dal coro di dissensi, Lucio D’Ubaldo senatore, membro della Direzione nazionale del Partito democratico:

Non sono d’accordo con Paola Concia e spero che il Partito democratico contribuisca a svelenire questa polemica sulle ‘omopubblicita’. L’accettazione delle coppie gay deve associarsi al sentimento e alla convinzione che la famiglia, come istituzione preservata dalla nostra Carta costituzionale, ha una identita’ che resiste alla pretesa di includervi qualsiasi relazione intersoggettiva. In questo senso la societa’ non e’ piu’ avanti della politica, come sostiene la collega Concia; anzi, in alcune componenti, va in direzione sbagliata e manda messaggi equivoci.

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