Carlo Giovanardi: “I militari gay non devono dichiararsi”

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Carlo Giovanardi: "I militari gay non devono dichiararsi" Cultura Gay Intervenendo a Klauscondicio, il programma su Youtube di Klaus Davi, Carlo Giovanardi ha espresso il suo punto di vista sulla presenza di militari gay nell’esercito italiano (Fonte Asca):

Concordo in pieno con le regole dell’esercito Usa. Non chiedere e non dire che sei gay. Perche’ se uno e’ omosessuale e’ affare suo, ma se fa apertamente coming out non e’ piu’ affare suo, la sua omosessualita’ diventa un manifesto politico.

L’invito di Giovanardi è quello a non fare coming out:

Non dico che un omosessuale conclamato sia inadatto all’esercito, io dico che un omosessuale puo’ essere ed e’ stato un grande politico, un grande imprenditore, un grande artista, ma questi lo sono stati per la loro intelligenza, non perche’ hanno mai proclamato di essere gay. Concordo con l’ordinamento americano perche’ credo che anche per un ufficiale italiano che cominciasse a praticare la poligamia o a tenere atteggiamenti non consoni alla divisa che indossa abbia qualche difficolta’ a continuare a fare l’ufficiale. Se uno e’ omosessuale e’ affare suo, se diventa un militante di un movimento gay non e’ piu’ un affare suo, diventa un manifesto politico.

E rivela una sconcertante (macchè) novità:

Pur avendo fatto il servizio militare, non ho mai incontrato un carabiniere o un soldato con tendenze gay.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha una parola buona per tutti. Anche sulla nascita di Penelope, figlia di Gianna Nannini, a cui non augura di avere due mamme (Fonte Giornalettismo):

Io sono della scuola di pensiero che un bambino abbia diritto ad avere un padre ed una madre perche’ per una crescita equilibrata la figura materna e quella paterna hanno una loro funzione indispensabile. Ho qualche dubbio che un bambino che abbia due uomini o due donne come genitori abbia le stesse chance o le stesse opportunita’ di crescita equilibrata dei bambini che hanno un padre e una madre. Una societa’ costruita sui principi di Gianna Nannini non reggerebbe, sarebbe una societa’ senza un futuro, una societa’ di questo tipo morirebbe. Se i movimenti dell’orgoglio omosessuale fossero prevalenti o riuscissero a convincere il mondo che quella e’ la strada giusta allora il mondo finirebbe nell’arco di una generazione.

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