Brindisi: negato rinnovo patente a ragazzo gay

di Sebastiano 1

Dopo l’increscioso caso discriminatorio a Catania, anche Brindisi finisce nel libro nero delle città poco gay-friendy dopo che un ragazzo, Cristian Friscina, titolare di una patente di guida emessa dalla motorizzazione civile di Brindisi nel 1999, si è visto negare il rinnovo perchè secondo i documenti “risulterebbero patologie che potrebbero risultare di pregiudizio per la sicurezza della guida”… in parole povere, gay!

La vicenda, resa nota dai Radicali che hanno preteso un’interrogazione urgente dai ministri dei Trasporti e della Difesa, si sarebbe trascinata dal periodo di leva,poichè le visite, a cui si era sottoposto il giovane, avrebbero “fatto sorgere dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica prescritti per il possesso della patente”, recando un grave danno al cittadino, che senza auto, non può muoversi per andare a lavoro. Sergio Rovasio, segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti, è ottimista su una risoluzione del caso (Fonte Corriere del Mezzogiorno):

Non è che un esempio di discriminazione che avviene oggi in Italia contro una persona omosessuale. Grazie all’aiuto legale del Presidente di Rete Lenford e al coinvolgimento dell’Unar, l’Ufficio anti-discriminazione del ministero delle Pari opportunità, siamo certi che la vicenda si risolverà, come già avvenuto a Catania due anni fa, con il risarcimento da parte del ministero dei Trasporti per il diniego alla guida a un cittadino in ragione del suo orientamento sessuale.

Anche Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay, ha commentato l’accaduto:

Nemmeno un mese fa il Tribunale di Catania condannava, in secondo grado, il Ministero della Difesa e dei Trasporti ad un risarcimento di ben 20 mila euro ad un omosessuale siciliano al quale era stata negata la patente a causa del proprio orientamento sessuale. Oggi tocca ad un giovane omosessuale di Brindisi, a cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà, vedersi negato il rinnovo della patente di guida sulla base di una comunicazione trasmessa dall’Ospedale militare di Bari. Il giovane pugliese vi era stato mandato quando si era dichiarato omosessuale durante il periodo della leva. Dal referto medico “risulterebbero patologie che potrebbero essere di pregiudizio per la sicurezza della guida”. di conseguenza l’omosessualità del ragazzo farebbe “ sorgere dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica prescritti per il possesso della patente”. E’ ignoranza pura: sono anni che l’omosessualità non è più considerata una patologia e sarebbe ora che tutti ne prendessero definitivamente coscienza. Il caso reitarato di patente negata ad un omosessuale, oltre che pura follia discriminatoria, è esemplificativo di un paese in stato di perenne confusione. I deputati radicali hanno depositato oggi una interrogazione parlamentare urgente ai Ministro dei trasporti e della difesa. Chiediamo che il Ministro delle pari opportunità si attivi immediatamente perché la folle discriminazione venga cancellata a tutela di questa ennesima vittima del delirio omofobico.

Al coro di dissensi si unisce anche Paola Concia, deputata PD:

Quello che accaduto al ragazzo omosessuale che si e’ visto negare il rinnovo della patente, in una terra come la Puglia tradizionalmente aperta e inclusiva, mi lascia davvero esterrefatta e trovo che sia un atto di vera e propria omofobia di stato. Per questo saro’ tra i firmatari dell’interrogazione presentata dai Radicali sulla vicenda, affinche’ non accadano piu’ fatti di tale gravità. Nel mese in cui si celebra la giornata mondiale contro l’omofobia e il Parlamento si appresta a votare la proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia, lo Stato italiano si rende protagonista di una vicenda che non e’ degna di una democrazia civile e progredita: non soltanto siamo l’unico fra i paesi fondatori dell’UE, insieme alla Grecia, a non garantire tutele alle persone LGBT, ma ci permettiamo anche di trattare un cittadino omosessuale come malato e per questo non degno di avere diritto al rinnovo della patente. Chi ha commesso un simile errore dovra’ renderne conto davanti alla giustizia. Io intanto gli consiglierei di documentarsi meglio, leggendo magari la dichiarazione con cui l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ definisce l’omosessualita’ una variante naturale del comportamento umano e non certo una patologia.

Rossana Praitano, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma, ha detto:

E’ una notizia sconvolgente: siamo ancora costretti a dover commentare notizie simili, che denigrano un’intera comunità e che sono solo l’esempio di come sia ancora presente e strisciante la discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche e transessuali in Italia. Il nostro Paese deve al più preso allinearsi con il resto d’Europa riguardo alla questione glbtq, che resta inevasa da gran parte della politica nazionale. L’Europride di giugno a Roma ribadirà la necessità di leggi e trattamenti paritari per tutti i cittadini e le cittadine di questa nazione.

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