Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner sui matrimoni gay: “Un trionfo della società”

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Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner sui matrimoni gay: "Un trionfo della società" Cultura Gay A pochi giorni dall’approvazione della legge sui matrimoni gay nel suo Paese, il Presidente argentino, Cristina Fernandez de Kirchner, ha raccontato il proprio entusiasmo per la trionfale svolta della comunità lgbt locale al quotidiano Pagina 12. Una svolta storica per l’Argentina

È stato un trionfo della società. Credo che alcuni di quelli che oggi sono contrari con il passare del tempo se ne renderanno conto, perché queste cose si capiscono meglio con il tempo. Se uno pensa che 58 anni fa io non avrei nemmeno potuto votare e oggi sono Presidente della Repubblica o che prima non potevano esserci matrimoni interrazziali e la gente veniva divisa in base al colore della pelle: c’era gente che prima si sarebbe fatta uccidere per difendere queste posizioni razziste e oggi se ne vergognerebbe. Il matrimonio gay è una pietra miliare nell’ampliamento dei diritti civili. Si è voluto occultarlo come una questione religiosa, ma è un fatto squisitamente sociale.

Il Capo di Stato non comprende le proteste di natura ideologica della Chiesa cattolica che ha espresso parere negativo (e chiesto un referendum abrogativo senza particolare esibito)

Se si va un po’ a fondo delle cose, si vede che l’istituzione del matrimonio viene dal diritto romano, che è il grande organizzatore della proprietà privata. Matrimonio, diritti di successione e diritti reali: tutto aveva a che vedere con la proprietà privata, su come dovesse avvenire una successione legittima, su come distinguere i figli legittimi dagli illegittimi. Il tutto è nato in una società pagana come quella romana. Dare, quindi, una connotazione religiosa all’unione tra due persone non è nemmeno una verità storica.

Ed è fortemente convinta del fatto che nessun altro essere umano può imporre il proprio stile di vita agli altri

C’è il diritto a vivere insieme alla persona che si ama. Ci sono molte persone che vogliono legalizzare la propria situazione di coppia della stesso sesso e non mi sembra corretto che, dal momento che io sono eterosessuale, imponga il mio modo di amare agli altri. Perché se i gay non mi impongono l’omosessualità io devo imporre loro l’eterosessualità? Questo è il nodo centrale: voler imporre una forma di vita. Come società posso esigere dall’altro che non rubi, ma non posso esigere che abbia la vita privata che io voglio. Se guardiamo al lato strettamente legale della cosa, le azioni private sono riservate unicamente a Dio.

E conclude

Io credo profondamente in Dio ma non nel Dio castigatore, nel Dio persecutore, nel Dio che se faccio quale cosa mi fulmina. Credo in un Dio che vuole la giustizia anche sulla Terra, che protegge i deboli e le minoranze. Se Gesù si è distinto in qualcosa è stato per essere il protettore dei deboli e di quanto hanno problemi. Non dobbiamo dimenticarci di Maria Maddalena e del fatto che la prima pietra avrebbe potuto tirarla solo chi era libero dal peccato. Quanti dei membri del Parlamento argentino possono scagliare la prima pietra?

Che invidia per i nostri cugini argentini!

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