Alfonso Signorini: “La tv ha il compito di normalizzare l’omosessualità”

di Sebastiano Commenta

 L’affaire Luca Di Tolla (gay si o no?!) ha aperto un acceso dibattito su come l’omosessualità sia ancora considerata un tabù. Alfonso Signorini ha spiegato il suo punto di vista su tutta la faccenda, che ha catalizzato l’attenzione dei telespettatori nella terza puntata del Grande Fratello 12 (Fonte Libero):

Ho calcato la mano per una ragione precisa. Non volevo mettere alle strette una persona per farle fare outing contro la sua volontà. Lo dice uno che ha fatto fatica a dire la verità su questo tema: mi sono dichiarato gay prima con i miei genitori, a tavola, e poi con i media. Mi è costato tantissimo. Ma il discorso è diverso. Io non ho mai fatto foto simili a quelle che ho pubblicato su Chi di Di Tolla. Lui poteva rispondere in tre modi: A) Parlare apertamente della sua sessualità. B) Dire “non sono gay ma quelle foto sono un messaggio, non c’è nulla di proibito nell’omosessualità. C) Dire come ha fatto “ho posato solo per denaro”.

Il direttore di Chi e Tv Sorrisi & Canzoni ritiene che ci sia ancora troppa morbosità attorno ad un così delicato argomento:

La pruderie c’è sempre solo quando il tema viene nascosto. Gaia da subito si è dichiarata lesbica e nessuno ci fa più caso. Se invece un fatto viene adombrato scatta la curiosità. La tv ha il compito di normalizzare. O comunque di aprire discussioni. Se io a 15 anni avessi visto qualcuno che in diceva “l’omosessualità è una cosa normale” una lampadina mi si sarebbe accesa, invece ci ho messo anni ad essere trasparente.

Signorini invita a fare outing senza temere alcuna conseguenza:

Ci sono due categorie. Quelli che ci giocano e quelli che non ci giocano. Questi ultimi darebbero un bel messaggio a dichiararsi perché appartengono ad un mondo più aperto, quello dello spettacolo rispetto a tante altre realtà. Chi ci gioca, invece, fa un’operazione sporca.

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