Papa Francesco su gay, trans e gender

di Valentina Cervelli Commenta

Papa Francesco ha le idee confuse su gay, trans ed ipotetiche teorie gender. Ed è l’esatto esempio, l’ennesimo, di come la religione non dovrebbe assolutamente pontificare su alcuni temi senza un minimo di preparazione.

gender

Perché se le parole di accettazione (definiamola così) sull’omosessualità e l’essere transgender per quanto non perfette assomiglino a qualcosa di diverso dall’omofobia classica, gettare benzina sul fuoco delle stupidaggine dette sulle presunte teorie gender è qualcosa che sinceramente lascia il tempo che trova.

Perché non si vuole insegnare a nessuno ad essere chi non è. Semplicemente si suggerisce l’accettazione di se stessi e degli altri. E non stereotipare. Se una bambina vuole giocare con i robot, lasciandola fare non si sta modificando appositamente il suo genere di appartenenza ma le si sta dando modo di esprimersi. Stesso accade con i maschietti e le bambole. Non esiste nessun indottrinamento, ma la completa accettazione del prossimo.

Ecco quindi che discorsi di questa tipologia, da un pontefice, che dovrebbe accogliere tutti a prescindere, non solo suonano sbagliate ma anacronistiche. Se il messaggio di Gesù era amore verso di tutti perché la chiesa continua a discriminare ed a mangiare crostacei? Perché le scritture dagli stessi credenti vengono usate a comodo? Un consiglio papa Francesco: accetta tutti e non farti traviare da chi racconta una buona cosa, rendendola cattiva e politicizzata. In questo modo infatti si rischia solamente di inasprire una “lotta” che non esiste in prima istanza. Non importa l’orientamento sessuale, non importa il gender. Sono i cuori e le anime che devono parlare. E comportarsi di conseguenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>