Suicidi ed assalti: come fermare l’omofobia?

di Valentina Cervelli Commenta

Suicidi, assalti: come fermare l’omofobia che sembra essere un filo conduttore impossibile da distruggere in Italia? Ragazzi di 16 anni che pensano di non avere via di uscita e giovani che vengono malmenate e divise: da quando l’uomo ha iniziato a regredire verso il suo stato animalesco?

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Per molte persone le notizie del suicidio di un ragazzo gay perché non accettato dalla famiglia e dalla società o di due ragazze malmenate dai genitori di una di esse perché una coppia sono solo delle parole scritte su una pagina bianca. Difficilmente viene speso qualche minuto per tentare di comprendere quanta vita ci sia dietro questi nomi e queste storie. Vite ferite o spezzate in nome di ignoranza e odio che, fini a se stessi non fanno altro che causare dolore e perdite.

Come far capire ad un ragazzo di 16 anni che oltre alla non accettazione di famigliari o società vi è altro, che la vita può offrire anche la felicità se si ha la forza di aspettare. Come far capire ad una coppia assalita in mezzo alla strada che nonostante la giovane età la loro unione può essere più forte di così? Vero è pure di contro che in alcuni momenti sembra quasi impossibile contrastare tutto l’odio che arriva dalla gente. E talvolta, in modo straziante, dalle persone che dovrebbero amarci di più al mondo.

Tenere duro. Ribattere all’odio con l’amore. Stringere i denti e guardare al futuro. “Non può piovere per sempre” recitava qualcuno. E quando si è parte della comunità LGBTQ, spesso crederci è l’unica via per raggiungere la felicità futura.

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