Zimbabwe, no ai preservativi in carcere

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Le autorità penitenziarie dello Zimbabwe non distribuiscono preservativi alla popolazione carceraria, un problema fin troppo spesso passato inosservato, ma sta portando sempre più a una maggiore preoccupazione sociale.

Tale preoccupazione è dovuta agli alti tassi di nuove infezioni da HIV che si verificano nel paese, rendendo la popolazione della nazione africana una delle più colpite dal virus HIV nel mondo.

Il Servizio della Prigione del paese africano, nel corso di una recente conferenza stampa, ha reso nota la sua posizione in merito alla distribuzione di preservativi nelle carceri, che resta a tutt’oggi invariata.

Il Portavoce del servizio penitenziario ritiene che permettere la distribuzione di preservativi tra le 13.000 persone imprigionate nel paese vorrebbe dire incoraggiare le relazioni omosessuali.

Agrey Huggins, vice commissario del servizio penitenziario, ha riconosciuto che le autorità sono consapevoli che i prigionieri, nonostante la mancanza di preservativi, abbiano rapporti sessuali tra di loro e questo agevola la tragica ascesa della diffusione dell’HIV nella regione.

Dal 2006 il governo dello Zimbabwe ha allargato la penalizzazione dei rapporti tra persone dello stesso sesso, punendo non solo gli omosessuali, ma anche gli eterosessuali, proibendo che due persone dello stesso sesso, indipendentemente dall’orientamento sessuale, si stringano la mano, si abbraccino o si bacino.

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