Ricky Martin a Vanity Fair: “Quando hai figli, ogni decisione è per il loro benessere”

di Sebastiano Commenta

 In una lunga intervista a Vanity Fair, Ricky Martin ha raccontato, per l’ennesima volta, l’accettazione della propria omosessualità:

La sessualità è una cosa complicata. Conosco molti gay e lesbiche che sono passati attraverso le mie stesse esperienze e che hanno avuto gli stessi dubbi. Un po’ alla volta cresci, leggi, parli con la gente, finché un giorno ti guardi nello specchio e ti fai una domanda: “Chi sei, che cosa vuoi davvero? Che cos’è per te la felicità?”. Io mi sono risposto: “Orgoglio, autostima, dignità, accettazione: è questo che voglio”. Io sono fortunato di averlo scoperto entro i trent’anni. Scrivere la mia autobiografia è stato un passaggio così importante che anche solo parlarne è come fare terapia. Per troppo tempo avevo manipolato la comunicazione: alla fine ero così stanco.

Tra la carriera e la voglia di essere un buon padre, il cantante non ha dubbi:

Ho imparato che, quando hai figli, ogni decisione è per il loro benessere. “A che ora partiamo per la prossima tappa? A che ora facciamo il sound check?”. Le risposte possibili sono solo due: “Prima del riposino” e “Dopo il riposino”. Mia madre viene con noi: è un grande aiuto. E questo è solo l’inizio.

Ricky ha intenzione di dare dei fratellini ai due figlioletti:

Voglio altri figli. Mi verrebbe da dire cinque, ma devo essere responsabile e aspettare di capire che cosa sia meglio per tutti. Magari tre è il numero perfetto, e forse la prossima volta si tratterà di un’adozione.

Riservato sullla sua vita privata e del rapporto che lo lega al compagno, il finanziere Carlos González Abella da ormai tre anni:

Nel libro ho preferito non parlarne. Ma sono da tre anni in una relazione molto stabile, molto bella. Lui ama i miei bambini e loro amano lui. Io sono il papà e lui è semplicemente Carlos. A casa nostra non ci sono due padri, ma questo non vuol dire che non siamo una famiglia. Proprio questo voglio insegnare ai miei figli: ognuno è diverso, bisogna accettare se stessi e gli altri nella rispettiva unicità.

Nemmeno esclusa la possibilità che, un giorno, si sposi:

Non ora, non per me, ma dammi la possibilità di farlo. Si tratta di diritti umani, di parità. La mia relazione è cominciata solo tre anni fa: è troppo presto. Mettiamola così: se un giorno avessi il diritto di sposarmi, forse cambierei idea. Ah, ho capito quello che pensa: alla fine vuoi uomini, gay o etero, siete tutti uguali, tutti allergici al matrimonio. E, forse, ha ragione.

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