Paola Concia: “Una legge è il primo passo contro l’omofobia”

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Paola Concia: "Una legge è il primo passo contro l'omofobia" Cultura Gay Intervista esclusiva per la deputata del Pd Paola Concia. Il politico ha risposto alle domande dei lettori di Vanity Fair, come sempre, senza peli sulla lingua. Riguardo l’attacco omofobo ricevuto recentemente, la Concia ha detto:

E’ avvenuto tutto in una serata tranquilla. Io era mano nella mano con Ricarda quando un uomo ci ha insultato, dicendoci che avrebbero dovuto metterci ai forni crematori. Io gli ho risposto malamente e gli ho detto che solo in Italia restano inpuniti certi commenti. Mi ha spaventato proprio il suo assoluto senso di impunità.

Per l’esponente del Pd, l‘Italia non è particolarmente bigotta sul tema omosessualità:

In realtà il paese è più aperto della politica. Molti attacchi sono solo strumentali.

Che cosa vorrebbe dire a coloro che non accettano chi è diverso da loro?

Non si tratta di tolleranza ma di rispetto, perché quando parliamo di omosessualità parliamo d’amore, di vita di coppia, di relazione.

Alla domanda Quanto altro ancora bisogna fare per l’omofobia, la Concia ha asserito:

PER l’omofobia si fa già parecchio. Contro l’omofobia, una legge è il primo passo. Sono 984 giorni che se ne discute in Parlamento, senza risultato.

La deputata si è detta poi favorevole sia ai matrimoni che alle adozioni per le coppie gay. E riguardo al fatto di aver pensato o meno ad un’adozione:

Non ho mai desiderato avere figli, ma mi batto perché se due donne si amano e vogliono avere un figlio lo possano fare senza discriminazioni!

La Concia ha poi affermato che sposerà a breve Ricarda. Al quesito “E’ difficile essere omosessuali in Italia”, ha confessato candidamente:

Direi di sì. La vita quotidiana di migliaia di cittadini gay è ancora fatta di pregiudizi e discriminazioni. Molti giovani tengono nascosta la propria omosessualità per timore dello stigma sociale.

Sui politici gay non smascherati si è poi espressa in tali termini:

Nel nostro paese tutti gli omosessuali nascosti sono protetti da una cappa di omertà ipocrita che ha a che fare con la doppia morale.

Infine, la Concia ha confessato che la prima persona a cui ha confessato di essere gay è stata la sua prima ragazza, quando aveva 17 anni.

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