Nichi Vendola su GQ: “E’ ingiustificato l’atteggiamento di chi nasconde la propria verità”

di Sebastiano Commenta

Per la copertina di luglio di GQ, Nichi Vendola si è fatto immortare con un enorme orecchino da zingaro, ispirato ai versi di Federico Garcìa Lorca:

Le forme più trasgressive e spettacolarizzate di esibizione dell’identità gay, normalmente, sfilano un giorno all’anno; le forme più pacchiane e spettacolarizzate di esibizione dell’identità etero, nella sua versione più maschilista e più machista e anche più greve, sfilano anche nei palazzi del potere tutti i giorni dell’anno.

Il Governatore della Puglia è fermamente convinto che la cultura omofoba non risparmia nemmeno la sinistra:

L’omofobia che rappresenta l’omosessualità come una devianza piccolo-borghese ma oggi vale la pena pagare il prezzo della propria libertà piuttosto che soffrire due volte. È ingiustificato l’atteggiamento di chi si nasconde, di chi fugge dalla propria verità, perché i tempi sono molto cambiati, perché ci si dà coraggio gli uni con gli altri.

Anche la Chiesa non è risparmiata dal tumulto ideologico:

Il fatto che sia governata da una casta sacerdotale maschile impedisce un confronto più capace di accoglienza. Ciononostante, chi ha una vera fede religiosa può essere gay, ma non può essere omofobo, perché il cristianesimo è il capovolgimento di qualunque possibilità di violare la libertà e la dignità di ogni essere umano. Per questo, anche quando dalla Chiesa cattolica arrivano messaggi arbitrari o violenti, noi dobbiamo evitare di replicare con stilemi da anticlericalismo ottocentesco.

La manifestazione di omofobia ai suoi danni che più gli ha fatto male?

Il ciclico tentativo di assimilare l’omosessualità alla pedofilia che periodicamente produce, nei protagonisti della macchina del fango, delle autentiche scariche d’adrenalina.

Non mancano anche momenti indimenticabili:

Una delle cose più belle che mi siano accadute è quando, nel 2000, durante il World Gay Pride ho ricevuto una telefonata da mia madre. Aveva sentito alla radio il mio discorso e mi confidava che sia lei sia mio padre erano molto orgogliosi di me; papà aveva anche detto che forse avrebbero dovuto chiedermi scusa. Non ho mai pianto tanto in vita mia.

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