Nichi Vendola: “Non vivo la mia omosessualità come un peccato”

di Sebastiano Commenta

E’ uno degli uomini nuovi della sinistra italiana. Ha tutte le carte in regola (motivazioni e caratteristiche) per essere il leader di una coalizione forte per combattere lo strapotere di Berlusconi. Nichi Vendola si è raccontato in una lunga intervista a Max (in edicola il 4 gennaio) mettendo in risalto gli aspetti più umani della sua vita da politico, citando aneddoti e racconti inediti ai suoi sostenitori:

Avevo organizzato un raduno omosessuale in un hotel, forse il primo nella storia sovietica…mi portarono al comando di polizia ma feci scene inenarrabili, piantai un tale casino che alla fine mi lasciarono andare.

Alle continue pressioni di Arcigay perché lui faccia un gesto forte agli occhi della politica italiana, come ufficializzare le nozze con il suo compagno, il Governatore della Puglia risponde a tono:

Non ho mai parlato della mia intimità e non ho intenzione di cominciare a farlo. Questo interessarsi alla mia vita privata per me è già una violenza…

Vendola illustra anche il suo rapporto con la fede, non sempre facile se vissuto come credente gay:

Ho sempre rivendicato la mia fede, mi confesso regolarmente e non vivo la mia sessualità come peccato, anche perché il mio confessore non la considera tale.

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