Lady Gaga sconfitta: l’abolizione del Don’t ask, don’t tell non passa al Senato

di Redazione 1

Lady Gaga ha fatto il possibile, non è bastato un video in cui faceva presente ai Senatori americani di abolire il Don’t ask, don’t tell e non è servito a nulla il comizio pubblico in cui invitava a riflettere tutti sulla medesima questione, qualche giorno fa. Gli Usa dicono no all’abolizione della legge che impedisce ai gay e alle lesbiche di dichiarare pubblicamente il proprio orientamento sessuale qualora questi vogliano fare vita militare.

Stefani Germanotta, durante l’ormai celeberrimo filmato, si era rivolta direttamente ai politici americani con lo scopo di combattere la legge entrata in vigore nel 1993:

Sono qui per essere una voce per la mia generazione. Non è la voce della generazione dei senatori che votano, ma quella dei giovani di questo paese: la generazione segnata da questa legge. È una legge che viola le nostre libertà civili, è una legge ingiusta che rende più forte il pregiudizio. Sono qui per chiedere ai senatori di abrogarla e di combattere l’ostruzionismo del senatore McCain.

A nulla sono valsi gli sforzi della cantante di Alejandro, il candidato repubblicano battuto da Obama durante le presidenziali del 2008 ha avuto la meglio. John McCain ha chiesto che la legge del “non chiedere, non dire” resti in vigore almeno fino a quando non sarà verificata la sua “salubrità” sulle truppe. Infatti il Pentagono sta svolgendo degli studi per scoprire quali saranno gli effetti sui soldati una volta che la norma sarà abolita.

I Repubblicani ritengono che sia inopportuno abrogare la legge in un momento così delicato per i militari americani. Secondo i senatori eliminando il DADT si potrebbe mettere a rischio il morale dei soldati al fronte.

Sono davvero convinti che tale ordinamento giudiziario “distragga” i membri dell’esercito? Sarebbe stato il caso di inventare una scusa maggiormente plausibile. Di certo sapere la sessualità del proprio compagno di guardia non migliorerà ne peggiorerà l’andamento di un conflitto totalmente inutile.

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