La Virtus Bologna sostiene la prima squadra di basket gay d’Italia

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La Virtus Bologna sostiene la prima squadra di basket gay d’Italia Cultura Gay GLBT News La Virtus Bologna ha deciso di sostenere la prima squadra gay di pallacanestro italiana. In questo modo il Boga Basket potrà vantare di possedere un alleato d’eccezione; una delle più famose squadre di basket, non solo emiliane, ma anche di tutta la penisola.

Nella giornata di domani, durante la conferenza stampa, verrà illustrato l’intero progetto che riguarderà questo insolito quanto promettente team. A tenere a battesimo il Boga ci sarà Claudio Sabatini, Alessandro Cecchi Paone e Diego Dolcini. Intanto i componenti della prima squadra di basket d’Italia composta interamente da persone omosessuali ci tengono a precisare alcune cose sul loro conto:

Non ci piace dire che siamo la prima squadra di basket gay, semplicemente perché non esiste il basket gay: esistono soltanto ragazzi e ragazze gay che si riuniscono per fare sport. Non ci sono particolari caratteristiche che ci contraddistinguono, a parte l’essere gay, chiaro! Se si presentasse l’opportunità però accetteremmo volentieri anche giocatori etero, gay-friendly, e sarebbe molto bello riuscire anche a creare una squadra femminile.

I ragazzi del Boga non la pensano come molti sportivi e allenatori, per loro l’omosessualità nel mondo dello sport esiste ed è sotto gli occhi di tutti:

Ultimamente ci ha fatto molto piacere apprendere del coming out di Gareth Thomas, ex capitano della squadra di rugby del Galles, un grande esempio da seguire, soprattutto per gli sportivi italiani di alto livello che ancora vivono con difficoltà il proprio orientamento sessuale nei confronti del pubblico. Chi continua a negare l’esistenza di sportivi gay, fa un po’ ridere.

La squadra, infine, fa sapere che l’alleanza con la Virtus è una chiara apertura della città nei confronti del popolo lgbt:

Bologna negli ultimi anni è cambiata, e se prima era un susseguirsi di serate a cadenza settimanale, ora ci sembra molto meno festaiola e attiva. Ma certo, è evidente che si sono abbattuti i muri del “ghetto”, che essere gay o etero non è più così discriminante.

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