Uganda: Parlamento rimanda voto su legge anti-gay

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Uganda: Parlamento rimanda voto su legge anti-gay Cultura Gay GLBT News Il Parlamento ugandese ha aggiornato la sessione plenaria che avrebbe dovuto procedere all’approvazione di una legge per punire l’omosessualità dichiarata con la pena di morte. Dopo le vive proteste di Amnesty International e Human Right Watch, la decisione di aggiornare la seduta metterebbe la parola fine al dibattito, segnando di fatto l’abbandono della proposta, anche se non si esclude che qualche deputato particolarmente omofobo possa riesaminarlo ancora.

Certi Diritti, che si è fatto promotore dell’iniziativa sul suolo italiano, ha commentato con entusiasmo questa prima vittoria. Si legge nel comunicato stampa:

Abbiamo appena saputo da Kampala – Uganda che il Parlamento, nella sua ultima seduta, ha deciso di non votare la legge contro le persone omosessuali rinviando la discussione a dopo le elezioni. La Commissione affari legali aveva licenziato l’altro ieri sera il provvedimento anti-gay chiedendo con una Risoluzione che venisse applicata la pena di morte, che solo alcuni giorni fa era stata ‘sostituita’ con l’ergastolo, per chi avrebbe commesso il reato di omosessualità. Le Ong che operano a Kampala e che erano pronte ad aiutare e proteggere gli esponenti della comunità gay ugandese, hanno inviato messaggi di ringraziamento per la straordinaria mobilitazione avvenuta in tutto il mondo contro questa assurda proposta di legge del 2009 e che i promotori volevano far approvare prima della chiusura del Parlamento. In pochissimi giorni centiniaia di migliaia di cittadini di decine di paesi di tutto il mondo, si sono mobilitati con petizioni e iniziative che chiedevano di bloccare il Bill anti-gay; molte organizzazioni umanitarie si erano mobilitate per sollecitare i Governi a intervenire sul Presidente ugandese Yoweri Museveni per non firmare il provvedimento, qualora fosse stato approvato, così come avevano già fatto gli Stati Uniti che avevano minacciato un embargo internazionale contro l’Uganda. Il nostro impegno e quello di tutti coloro che hanno a cuore la promozione e la difesa dei diritti civili e umani anche in Uganda, continua. Non possiamo non dedicare questa buona notizia al nostro compagno e amico David Kato Kisule, ucciso dal fanatismo e dall’odio del fondamentalismo religioso, impegnato lui stesso in prima fila contro questo ignobile provvedimento legislativo.

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