Pavia: Arcigay invia una lettera al vescovo Giovanni Giudici per il rispetto dei diritti gay

di Redazione Commenta

L’Arcigay di Pavia ha inviato una lettera al vescovo Giovanni Giudici nel quale si chiede di mettere in atto una netta presa di posizione sul rispetto dei diritti fondamentali del popolo omosessuale. Giuseppe Eduardo Polizzi e Barbara Bassani,  rispettivamente presidente e vicepresidente di Arcigay Pavia, hanno anche chiesto al mondo cattolico di dialogare con quello lgbt, in modo tale da abbattere i pregiudizi, le diffidenze e l’omofobia.

Quanto segue è uno stralcio della lettera aperta indirizzata al vescovo attuale membro della Commissione Episcopale Italiana per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le chiese (Fonte La Provincia Pavese):

Come ogni anno, il 13 gennaio, le associazioni per i diritti degli omosessuali celebrano la giornata di dialogo fra religioni e omosessualità. Ci appelliamo a voi in tale occasione, consapevoli delle differenze che ci dividono, per promuovere una riflessione su una questione fondamentale, e che potrebbe veder nascere un proficuo dialogo fra differenti visioni e permettere un confronto in grado di individuare un terreno di impegno comune, finalizzato al rispetto della dignità umana. ll primo dicembre 2009 la Francia e l’Olanda hanno promosso in sede Onu la proposta di una depenalizzazione internazionale per il reato di omosessualità sottoscritta in tutta l’Unione europea e da molti altri Stati. In tale occasione il Vaticano si è dichiarato fortemente contrario. Mentre scriviamo, in 7 Paesi per l’omosessualità è prevista la pena di morte, e per ben 80 Paesi essere gay o trans è un reato punito con l’arresto o la detenzione arbitraria, trattamenti crudeli, inumani e degradanti […] Ci preme anche sottolineare come la visione “patologica” della condizione omosessuale, che in questi anni viene diffusa in Italia da molti ambienti soprattutto cattolici, sia del tutto contraria alla verità e alla tutela della dignità umana. Considerare gli omosessuali come persone malate, proporre teorie “riparative”, millantare miracolistiche guarigioni, oltre che diffondere teorie contrarie e condannate dalla scienza, sono atti che contribuiscono a perpetuare una discriminazione sociale in grado di generare sofferenza ed emarginazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>