Padova: bollino gay-friendly nei negozi infastidisce la Curia

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Padova: bollino gay-friendly nei negozi infastidisce la Curia Cultura Gay Etta Andreella, rappresentante del Consorzio di promozione turistica di Padova, ha presentato un’iniziativa gay-friendly che dovrebbe partire ad inizio 2012: un bollino friendly per indicare se il negozio in questione sostiene (o meno) la comunità lgbt:

L’idea è quella di creare un marchio da esporre nei locali in grado di garantire un certo livello di ospitalità anche alla clientela omosessuale.

Non mancano le polemiche. L’onorevole Filippo Ascierto, coordinatore provinciale del Pdl, parla di “autoghettizzazione” da parte degli omosessuali (Fonte Libero):

Con questa iniziativa si escludono da soli dalla società. Se il loro obiettivo è l’uguaglianza con gli eterosessuali un bollino è davvero un controsenso. Essere gay non è un titolo di merito, loro sono proprio come tutti gli altri.

Anche la Curia ha espresso la propria contrarietà al progetto. Don Cesare Contarini, rettore del Collegio Barbarigo e già direttore della Difesa del Popolo, il periodico della Diocesi, ha criticato aspramente l’adozione del bollino (Fonte Corriere Della Sera):

Sì, e poi mi aspetto anche il Muslim friendly, il Single friendly e cos’altro? Mi pare un’iniziativa propagandistica, utile solo a far arrabbiare chi la pensa diversamente. E se poi un negozio non espone il bollino? Sarà additato come omofobo?

Franco Costa, direttore dell’Ufficio scuola della Curia padovana si unisce al coro di dissensi:

Rispettare tutte le persone, al di là del loro orientamento, è un conto ma perchè scriverlo fuori dai negozi? Allora voglio che venga precisato che anche i preti sono i benvenuti. Secondo me rema contro una reale integrazione dei gay.

Entusiasta, invece, Franco Grillini:

Bravi veramente, una bella iniziativa anche perchè spesso è l’economia, visto che pecunia non olet, a divenire una sorta di testa d’ariete per cambiare la mentalità della gente. E allora ben vengano iniziative di questo genere. Anzi, la mia speranza è che Padova possa fare scuola e che tutta Italia la segua.

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