Gay, la Barilla cambia: ora modello LGBT

di Valentina Cervelli Commenta

Lo avreste mai detto un anno fa che la Barilla sarebbe cambiata davvero dopo lo scandalo delle parole del suo presidente sui gay e la famiglia LGBTQ? Noi no, eppure siamo contenti di potervi raccontare che l’azienda ha così invertito rotta da aver vinto un riconoscimento nel settore per le attività svolte a favore dei diritti dei gay.

E non si tratta di parole, ma di azioni concrete come l’allargamento della copertura sanitaria ai dipendenti transgender e alle loro famiglie, il finanziamento alle associazioni per i diritti dei gay ed un ottimo lavoro svolto sulla trasparenza delle proprie politiche. Insomma, la Barilla ed i suoi dirigenti devono essersi fatti un bell’esame di coscienza sulla visione che avevano dell’omosessualità e di come avrebbero dovuto smetterla di essere incivilmente razzisti eliminando i pregiudizi sulla sessualità. Il cambiamento è stato così importante e radicale che addirittura il Washington Post ha dato spazio alla notizia parlando del “punteggio perfetto” ricevuto dall’azienda da parte della Human Right Campaign, un’importante associazione per i diritti degli omosessuali che ogni anno compila il Corporate equality index, una graduatoria basata sulle politiche interne ed esterne aziendali in campo LGBTQ.

Un risultato grandioso già di per sé che acquista tutt’altro valore se si pensa che lo scorso anno di questi tempi eravamo impegnati ancora nelle prime fasi di boicottaggio dei prodotti del marchio. Le cose sono notevolmente cambiate. La Barilla ha curato se stessa. Sarebbe bello se tutti gli omofobi prendessero esempio da questo cambiamento. Come ci dimostra tutto ciò, cambiare è davvero possibile. Per tutti.

Photo Credit | Thinkstock

 

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