Arcigay Bari: Francesco Brollo, etero alla guida dell’associazione

di Sebastiano Commenta

Francesco Bollo, 37 anni, eterosessuale, felicemente sposato e con una bambina, è il nuovo presidente del comitato provinciale Liberi di essere liberi di amare. Il neoeletto rappresentante dell’Arcigay di Bari è fermamente convinto che si possano difendere i diritti della comunità lgbt pur non condividendo lo stesso orientamento sessuale:

Sono qui per affermare con tutti voi che Arcigay Bari esce dal confine che segna le differenze tra persone. Il presidente della Repubblica ha affermato che i diritti delle persone omo e transessuali non riguardano solo loro, ma riguardano tutti noi: sarà questa la linea del mio mandato, affinché il legislatore attui il principio di uguaglianza e cessino le discriminazioni per l’orientamento, il genere o il colore della pelle.

Ed i commenti non si sono fatti attendere. Paola Concia, deputata del Pd, ha applaudito entusiasticamente l’elezione:

Anche in questo la Puglia si segnala come una regione all’avanguardia. Quello raggiunto a Bari è il risultato dell’ottimo lavoro svolto da Enrico Fusco. Sono sicura che il nuovo presidente farà bene.

Qualche perplessità, invece, da Franco Grillini:

Mi lascia francamente perplesso l’elezione di un eterosessuale a capo del circolo Arcigay di Bari non tanto perche’ la cosa in se non sia possibile o legittima (anche se e’ difficile pensare a un Marchionne a capo della Cgil, tanto per fare un esempio). Altri eterosessuali erano gia’ stati presidenti di circolo come quello di Messina e di Catania. All’Arcigay possono iscriversi tutti (tranne i clericofascisti e gli omofobi, of course) e tutti possono concorrere alle cariche sociali. Lascia percio’ perplesso che l’appena eletto dichiari subito che ‘Con questa scelta, dunque, sto facendo una violenza su me stesso” anziche’ affermare magari la proprio felicita’ e soddisfazione per un incarico cosi’ impegnativo nella citta’ del pride 2003 e della regione del governatore Vendola. Non ho idea di come questa elezione sia avvenuta e se l’organizzazione nazionale ne fosse al corrente. Mi si dice che erano presenti in 6 e francamente mi pare esagerato da parte di alcuni, forse interessati commentatori, gridare alla novita’ (cosi’ non e’ visto che e’ il terzo presidente etero nella storia dell’associazione) quando un cosi’ ristretto numero di persone ha concorso a una decisione che riguarda tutti. In ogni caso auguri all’eletto nella speranza che superi presto la “violenza” che sostiene di essersi autoinflitto.

Anche Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, ha espresso il suo punto di vista:

Tutto avviene in Puglia dove c’e’ un governatore gay potremmo dire che potrebbe esserci un passaggio di consegne. L’associazione non e’ strettamente legata ai gay o omosessuali in generale, tanto che ricordo vi e’ gia’ stato in passato un presidente eterosessuale nell’associazione a Catania combattere l’omofobia per ottenere il rispetto dei diritti e’ una battaglia di tutti. Quella di Brollo e’ sicuramente una scelta positiva, e’ una persona che con passione ha gia’ mostrato il suo impegno e continuera’ a farlo considerato che gode della stima degli associati che lo hanno votato. Una scelta che prepara la societa’ a cambiare gli schemi, che porta a una maggiore apertura dell’associazione che non rivolge piu’ le sue battaglie esclusivamente agli omosessuali ma si ritorna al principio secondo il quale le battaglie per il rispetto dei diritti civili appartengono a tutti: gay, lesbiche ed eterosessuali, il riconoscimento del diritto e’ per tutti.

Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, spera in un impegno concreto degli etero nella battaglia gay sui diritti civili:

Un segno positivo anche se vi sono gia’ stati presidenti eterosessuali di associazioni gay: un intellettuale, un regista, e’ sicuramente un bene che abbia accettato di rappresentare l’Arcigay in Puglia, una realta’ complessa alla quale serve aiuto. E’ ovviamente importante che eterosessuali sposino la battaglia contro l’omofomobia questo e’ un paese dove se omosessuali, gay, lesbiche ed eterosessuali non si unissero nelle loro battaglie non andrebbero da nesssuna parte. Credo che bisognerebbe averne di piu’ di persone come Brollo che accettino di presiedere un’associazione di questo tipo. Questa scelta puo’ essere uno sprone, un segnale, una possibilita’ di risveglio dal forte torpore in cui si trova la nostra società. Credo, inoltre, che sia necessario ‘unire le differenze’ se si vogliono raggiungere gli obiettivi prefissati le battaglie civili, come quelle per il divorzio o l’aborto, sono sempre state vinte grazie ad alleanze di persone che vanno al di la’ di ogni orientamento: alleanze che naturalmente devono rispettare le diversita’, le specificita’ le identita’ di ognuno.

E già Sante Longo, escluso dell’ultima ora, promette una battaglia legale senza esclusione di colpi:

Sì, ricorrerò al collegio dei garanti perchè non figuro nemmeno nel direttivo dell’associazione. So soltanto che quando mancava una settimana alla celebrazione del congresso, il consiglio direttivo aveva stabilito di indicare il sottoscritto come presidente. Era stata accolta la petizione di un gruppo di soci contro Brollo, che non ha mai messo piede in Arcigay. Una settimana dopo, però, mi spiegarono: “C’è un problema”. Sì, insomma, la mia nomination doveva essere formalizzata dieci giorni prima dell’adunanza. Per settantadue ore aveva avuto la meglio la precedente nomination, quella di Brollo. A me non hanno permesso neanche di depositare la scheda nell’urna.

Pronta la risposta di Enrico Fusco, tra i più entusiasti della proclamazione di Brollo:

Per forza. Longo ha la tessera scaduta dal 2008. Ecco perché non poteva prendere parte alle votazioni. Noi abbiamo rispettato le regole. Interverranno i garanti? Non temiamo nessun tipo di giudizio. Piuttosto, la scelta di Brollo significa abbattere steccati: il movimento omosessuale rappresentato dagli stessi omosessuali, non è che negli anni sia riuscito ad ottenere granché. Del resto l’elezione di Nichi Vendola in Puglia è stata forse una provocazione? No, è solo un segno di civiltà, cosa di cui questo Paese ha tanto bisogno.

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