Roma Pride 2010: lo spot ufficiale

di Sebastiano 1

Tutti pronti per il Roma Pride del 3 luglio? E’ da qualche giorno on line, lo spot ufficiale della manifestazione, che mi ha lasciato piuttosto perplesso. Trai siparietti tra Maria De Filippi e Platinetti ad Amici, il ricorso esasperato alle ceretta, la cura maniacale del corpo e i dvd di Will & Grace in bella mostra va in scena il festival dell’ovvietà e qualunquismo.

I gay vengono dipinti come superficiali, dediti ad argomenti “leggeri” e frivoli come la bellezza fisica, la televisione e il consumismo più sfrenato. Ma dove sono gli ideali tanto invocati nel manifesto dell’Arcigay? Ogni tanto rappresentare un pò di “normalità” non guasta, specialmente in occasioni ufficiali e di massima visibilità come i Gay Pride. Dopo il salto, il video.

Commenti (1)

  1. Mauro Cioffari, attivista gay: perché non partecipo al “Roma Pride 2010″.

    Sabato 26 giugno, a Napoli, si terrà la manifestazione Nazionale dell’orgoglio gay, lesbico e transessuale. Contro l’omofobia e la transfobia, per il riconoscimento di diritti. Decine di associazioni e centinaia di persone, infatti, hanno dato vita, nei mesi scorsi, al Coordinamento “Napoli Pride” elaborando una piattaforma rivendicativa ed uno slogan, “Alla luce del sole”, dietro il quale tutte e tutti ci siamo riconosciuti e scenderemo in piazza.

    Altra cosa, purtroppo, è accaduta a Roma dove, il prossimo 3 luglio, si sfilerà, per l’annuale Pride cittadino, convocati da quattro associazioni dietro le parole d’ordine, da più parti messe in discussione, “Ogni bacio una rivoluzione”. Di queste quattro due sono dichiaratamente di Destra (Gay Lib e Azione Trans): si accontentano di praticare la politica delle pari opportunità e dell’omologazione. Non ambiscono, cioè, a cambiare la società. Le altre due associazioni, Di Gay Project e Arcigay Roma, vivono un “conflitto di interessi” con le amministrazioni locali. Forniscono servizi alla Comunità (Gay Village, Gay Help Line, assistenza legale, ecc.) e per questi servizi chiedono al Comune, alla Provincia e alla Regione patrocini e finanziamenti.

    A metà strada tra “imprenditoria” e “sindacato” gay offrono ai cittadini – consumatori utopie transitorie di una falsa liberazione.
    Il movimento omosessuale e transessuale deve intercettare i bisogni e le speranze delle persone che pretende di rappresentare e, attraverso un confronto serrato con le istituzioni, portare a casa dei “risultati”. Gli organizzatori del “Roma Pride 2010″ hanno da tempo rinunciato a questo ruolo interlocutorio relegando le rivendicazioni del movimento alla richiesta di telecamere e polizia nella gay street, ad una “location” fissa per il Gay Village a finanziamenti per la Gay Help Line, ecc..

    E’ preoccupante l’operazione, non dichiarata, che c’e’ dietro il “Roma Pride 2010″: delegittimare un movimento fatto di donne e di uomini e legittimare, come interlocutrici privilegiate con le istituzioni e i media, solo quattro associazioni. Anteporre, inoltre, al cittadino soggetto di diritti il cittadino consumatore. Fino a che non saranno nettamente separate la gestione dei servizi per la Comunità e la rivendicazione sociale e politica di diritti e di uguaglianza sarà difficile, come testimoniano 40 anni di lotte, ottenere risultati.

    Queste sono solo alcune delle ragioni che mi hanno spinto a decidere di sottoscrivere, assieme ad una quarantina di associazioni, di movimenti e di gruppi e a centinaia di persone l’appello “Roma Pride 2010: noi non ci saremo”. Nella speranza che dopo il 3 luglio si possa riaprire un dialogo costruttivo su contenuti, strategia e modalità di rivendicazione.

    Mauro Cioffari – attivista gay
    [email protected]
    http://www.gayroma.it
    http://www.maurocioffari.it

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