Usa: la Corte Suprema approva le proteste omofobe ai funerali di militari

di Azzurra 1

L’America con l’ultimo provvedimento preso dalla Corte Suprema dimostra indubbiamente di essere un paese che garantisce pienamente la libertà d’opinione, ma a quale prezzo? Il Primo emandamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America è la base che garantisce, secondo il nuovo decreto della Corte, all’elitaria Chiesa battista di Westboro, la libertà di manifestare contro gli omosessuali durante le celebrazioni funebri di militari americani.

La Corte Suprema ha deliberato quasi all’unanimità a favore del provvedimento. Da oggi i dissidenti battisti potranno mostrare i loro picchetti ai funerali dei soldati senza incorrere in sanzioni di alcun tipo. La Westboro Baptist Church sostiene, infatti, che le morti dei soldati in guerra siano direttamente collegabili con l’eccessiva tolleranza del governo statunitense nei confronti di gay e lesbiche (da notare che, in ogni caso, nessuno soldato caduto era omosessuale!). Gli slogan dei fedeli sono “Dio ti odia” o “Andrai all’inferno“, per dimostrare la loro contrarietà all’arruolamento di soldati gay nell’esercito americano.

Albert Snyder, il padre di un marine caduto in Afghanistan nel 2006, aveva fatto causa alla Chiesa, che con le sue manifestazioni aveva oltraggiato il funerale del figlio, ottenendo all’inizio un risarcimento di 5 milioni di dollari. Successivi ricorsi hanno però portato ad un nulla di fatto ed, oggi, addirittura, la Corte Suprema si è dichiarata a favore della chiesa omofoba. Certamente la questione non finirà quì. La libertà d’espressione è importante, ma l’educazione ed il rispetto per i defunti lo sono altrettanto!

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